In cammino all’Avvocata, tra sentieri insoliti e sconosciuti

Incomincia la nostra avventura tra sentieri insoliti e sconosciuti, nella bellissima Costiera Amalfitana: in cammino all’Avvocata.

Affrontando le avverse previsioni meteo, il nostro caro amico Giggi ci convince ad andare alla scoperta di uno dei sentieri più impegnativi del Parco Regionale dei Monti Lattari. Un sentiero non molto noto agli escursionisti, ma particolarmente caro ai devoti dell’ “Avvocata” e al suo Santuario posto sul Monte Falerzio. In questo maggio 2019, che tarda a regalarci quest’agognata primavera, decidiamo anche noi di onorare il mese mariano mettendoci in pellegrinaggio verso questo monte ameno. Raggiungiamo, di buon ora, la ridente cittadina di Cava de’ Tirreni, nella frazione fortificata dalle mura medioevali di Corpo di Cava. Qui lasciamo l’auto per giungere allo spiazzo della Badia della Santissima Trinità.

In cammino all’Avvocata, spettacolo della Costiera Amalfitana: un percorso fisico e spirituale 

Abbazia Benedettina 

L’abbazia benedettina si offre ai nostri occhi con la sua armonica facciata settecentesca, dando l’impressione di un edificio di dimensioni ordinarie. L’apparenza inganna, però, perchè la facciata nasconde il grandioso complesso monumentale fondato da Sant’Alferio Pappacarbone, visibile in tutta la sua magnificenza dalla valle del torrente Bonea che lo costeggia.  La costruzione della Badia ebbe inizio nel 1011,  pochi anni dopo la scampata fine del mondo, pronosticata al giungere dell’anno mille. Tale era il fervore religioso del tempo, scampata la temuta apocalisse, che la Badia, da luogo di eremitaggio, divenne, ben presto, luogo attrattivo di un gran numero di adepti e devoti che andarono ad animare il primo nucleo monastico. Ad oggi, l’Abbazia custodisce opere d’arte di pregio, una grandissima biblioteca e suggestive catacombe.

All’ingresso della basilica si viene investiti dalla potenza degli affreschi dorati e dalla luminescenza dell’ Organo che sovrasta lo splendido coro ligneo sull’altare maggiore. Di particolare pregio il pulpito, con fantasie cosmatesche, risalente alla prima edificazione della chiesa. Di grande suggestione, la grotta,  inglobata nella cappella laterale,  ove visse e morì Sant’Alferio. Qui la roccia della grotta sembra sfondare il marmo della cappella per apparire in tutta la sua naturalezza.

Sentiero dell’Alta via dei Monti Lattari

Lasciata la Badia, ci immettiamo nel sentiero numero 300 del CAI, il sentiero dell’Alta Via dei Monti Lattari. Costeggiamo il torrente Bonea, per poi risalire verso la vetta. Una prima pausa ce la concediamo alla sorgente di Capodacqua, con la sua  graziosa fontana ed un Cristo scolpito nella roccia. Proseguiamo fino a Cappella Vecchia, dove una piccola cappelina, con camino e giaciglio annesso, si offre come riparo ai viandanti  in pellegrinaggio nei mesi invernali.

Da qui possiamo godere del panorama mozzafiato sul Golfo di Salerno. Vediamo con chiarezza la  spiaggia di Vietri con i suoi scogli “Dei Due Fratelli”, che come la leggenda narra, son lì, a imperitura memoria dell’amore che due pastori, fratelli, provarono per una ragazza che cercarono di salvare dai flutti del mare, non riuscendovi, e rimando anch’essi avvinti dalle onde. 

E poi, più in là, la fertile Piana del Sele. Ed ancor più avanti Punta Licosa, ove approdò il corpo esanime della sirena Leucosia, la suonatrice di flauto, che affranta per non essere riuscita ad irretire l’astuto Ulisse,  si lasciò trasportare sin qui, dando il nome al promontorio, mentre le sue sorelle, Ligea, la suonatrice della lira, veniva sospinta fino in Calabria, a Terina, l’attuale Lamezia Terme e la più giovane, Partenope, si lasciava morire sull’isolotto di Megaride e sulle cui spoglie sarà eretta la città più bella, Napoli.

Un viaggio verso l’alto: percorso fisico e spirituale

Ancora ammaliati da queste narrazioni leggendarie, riprendiamo il nostro cammino su, verso la cima del Monte, in questo viaggio verso l’alto, in questo percorso ascensionale, fisico e spirituale. E lì, la fatica incomincia a sentirsi e tu ti senti solo, con il tuo corpo, i tuoi limiti e i tuoi muscoli tesi. La meta, però, è prossima. 

Scavalliamo la cima ed ecco dispiegarsi, dinanzi ai nostri occhi, la spettacolare veduta sulla marina di Maiori e, più in là, Amalfi, la splendida Atrani, e su, più in alto, l’elegante Ravello, con le sue sontuose ville e, in particolare,  lo svettante terrazzo naturale di Villa Cimbrone.

La vista si spinge fino a Conca dei Marini e lo spettacolo è veramente mozzafiato. Ancora qualche passo e intravediamo il Santuario mariano, il Santuario dell’Avvocata. Questo Santuario fu eretto sulla grotta ove il pastorello Gabriele Cinnamo, sul finire del quattrocento, vide apparire la Madonna. E da allora migliaia di fedeli vi accorrono, il lunedì dopo Pentecoste, per manifestare la loro devozione. Anche noi ci intratteniamo nello slargo, tra le mura di cinta della Chiesa e sentiamo vibrazioni insolite, sotto il sole che fa capolino tra le nube, come se il Divino volesse manifestarsi in tutta la sua potenza.

Verso la strada del ritorno

Ci concediamo un po’ di riposo, sdraiati sull’erba, per riconciliarci con noi stessi e con il creato che ci circonda. Ma dopo un po’ è tempo di riprendere la strada del ritorno ed eccoci rituffarci tra i castagneti. E la montagna, con le sue gole di roccia, radici e selve, sembra volerci inghiottire e noi ci lasciamo andare luogo il sentiero, quasi non fossimo noi a camminare ma fossimo sollevati e trasportati da una forza superiore. Rigiungiamo alla Badia, da cui avevamo preso le mosse, con la certezza che quest’esperienza ci rimarrà a lungo nel cuore e nella mente.

Daniele

Giurista prestato, per professione, alla finanza. Appassionato d'arte, in ogni sua forma espressiva. Ama raccontare Napoli e la sua terra,  fonte infinita d'ispirazione