Carne di manzo venduta in Italia, ritirata per la presenza di residui medicinali veterinari, rischio grave

La carne fa ancora parlare di se, prodotta e venduta in Italia e nei paesi europei, il RASFF pubblica l’allerta grave per presenza di residui di medicinali veterenari.

Carne di manzo: allerta RASFF

In data 23 aprile 2018, il sistema di allerta RASFF, ha pubblicato l’allerta n. 2018.1116 riguardante il ritiro precauzionale di carne di manzo refrigerata in Italia. Le ragioni che hanno prediposto il ritiro, dopo le indagini, effettuate sull’alimento, sono il sospetto avanzato dagli operatori della ASL circa la probabile presenza di residui di medicinali veterinari nella carne di manzo refrigerata.

Il Sistema di Allerta Rapido per Alimenti e Mangimi (RASFF), ha diramato un avviso di sicurezza, a scopo precauzionale, rivolto ai consumatori. 

L’informazione del ritiro della carne di manzo italiana, è stato diramato dal Ministero della salute in Italia e nei paesi membri della UE coinvolti nelle liste di distribuzione oltre gli Assessorati alla Sanità, per la verifica sulla distribuzione dei prodotti e per l’adozione delle misure sanitarie di competenza ritenendo il rischio grave.

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Carne di manzo con presenza di residui medicinali veterinari

Il Piano nazionale per la ricerca dei residui (PNR), è un programma di sorveglianza e di monitoraggio della presenza, negli alimenti di origine animale, di residui di sostanze chimiche che potrebbero essere dannose per la salute pubblica.

Le sostanze da ricercare nei prodotti, rientrano in due categorie, secondo la classificazione riportata nell’Allegato I della Dir. 96/23/CE:

Categoria A

che comprende:

  • le sostanze ad effetto anabolizzante;
  • le sostanze non autorizzate per il trattamento degli animali da reddito. 

A questa categoria appartengono, quindi, sostanze che vengono utilizzate fraudolentemente, ad esempio per gli effetti anabolizzanti che inducono un incremento ponderale dell’animale trattato.

Categoria B

che comprende:

  • medicinali veterinari, cioè i farmaci autorizzati per il trattamento degli animali da reddito, per i quali l’Unione Europea definisce un “limite massimo di residuo” che non può essere superato nei prodotti destinati al consumo;
  • contaminanti ambientali, come i metalli pesanti, i composti organoclorurati ecc.

Il PNR viene effettuato mediante l’analisi di campioni prelevati in fase di produzione primaria degli alimenti di origine animale ed interessa i diversi settori produttivi: bovino, suino, ovi-caprino, equino, avicolo, cunicolo, dell’acquacoltura, della selvaggina, del latte, delle uova e del miele. I campionamenti vengono effettuati sia negli allevamenti che negli stabilimenti di prima trasformazione, come ad esempio i macelli o i centri di raccolta del latte.

Sulla base dei risultati analitici, in caso di riscontro di residui di sostanze il cui impiego è vietato o quando il tenore di residui di sostanze autorizzate o di contaminanti ambientali sia superiore ai limiti stabiliti, vengono attivati adeguati interventi a tutela della salute pubblica e, eventualmente, di tipo repressivo.

Fonte: Ministero della Salute 

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Redazione NotizieOra

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