Chi non paga le tasse? Differenze tra evasore ed esentato

Tasse, imposte, bollette, F24 e canoni,quasi ogni giorno tra commercialista, poste o mail arrivano richieste di adempiere a tali incombenze.

Ma tutti paghiamo ovvero siamo in grado di pagare?

Prima di chiarire questo amaro dilemma soprattutto in questo periodo di ristrettezze economiche è giusto chiarire e  distinguere con esattezza i vari tipi di oneri fiscali che ricadono sul cittadino. Ovvero:

  • i tributi: tutte le somme dovute dai cittadini allo Stato o agli altri enti pubblici per qualsiasi titolo;
  • le tasse: sono tributi dovuti a un ente pubblico in ragione di un servizio che il cittadino riceve: ad esempio, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti;
  • le imposte: sono tributi che vengono pagati senza che corrispondano a specifici servizi goduti dai cittadini: ad esempio l’Irpef e l’Iva;
  • le accise: sono dei tributi che vengono pagati in relazione alla produzione di certi beni, come benzina e tabacchi e che naturalmente i produttori fanno ricadere sui consumatori.

Non tutti pagano, sia per status che per mancanza di liquidità seppur temporanea.

Tra le esenzioni per status accertato ci sono:

  • Il ticket sanitario: non è dovuto da invalidi, malati cronici, donne in stato di gravidanza, bambini al di sotto dei 6 anni, anziani al di sopra dei 65 anni con reddito del nucleo familiare inferiore a 36.151,98 euro annui, soggetti che appartengono a un nucleo familiare con reddito annuo inferiore a 8263,31 euro annui e disoccupati;
  • la TARI è la tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti: non va pagata per i locali e le aree inutilizzabili, sono previste riduzioni per disabili;
  • la TASI è una tassa per i servizi indivisibili, cioè per quei servizi che vengono fruiti da tutti i cittadini, come l’illuminazione pubblica e la manutenzione delle strade. Essa non va pagata per la prima casa e per i terreni agricoli.
  • la tassa scolastica: non va pagata da coloro che hanno un reddito inferiore a un limite, che viene fissato annualmente dal ministero per l’istruzione (MIUR).
  • la tassa universitaria: varia secondo il reddito e il merito. Non è dovuta per coloro che hanno un reddito ISEE inferiore a 13.000 euro.
  • Le imposte IRPEF, IVA: è dovuta da ogni cittadino in proporzione al suo reddito annuo. Ci sono somme di denaro che non sono calcolate ai fine IRPEF: assegni per il nucleo familiare, gli assegni di mantenimento versati dal coniuge, gli assegni periodici, le borse di studio; i compensi corrisposti ai componenti dei seggi elettorali; il reddito dominicale dei terreni e la rendita catastale dei fabbricati non affittati; le somme percepite a titolo di risarcimento dei danni; pensioni per superstiti; pensioni di invalidità; rendite INAIL, assegni sociali; carta acquisti. Per alcune categorie come i lavoratori dipendenti o autonomi le imposte IRPEF vengono compensate con le detrazione e spesso accade che si potrebbe avere anche un credito. Dalle imposte IRPEF risultano esenti i lavoratori autonomi che non superano un reddito annuo di € 4800 e i lavoratori dipendenti e pensionati che non superano un reddito annuo di € 8000.
  • il canone RAI non va pagato da alcune categorie;
  • Il bollo auto non va pagato in presenza di invalidi con certificazione 104.

Altri casi

Oltre ai casi quindi di esenzione per legge, assistiamo anche a casi di mancato pagamento per via di impossibilità più che per scelta. Purtroppo spesso  la mancanza di liquidità o perdita di lavoro improvviso o ritardo nella ricezione del proprio stipendio o commesse porta ad entrare in uno strano circolo vizioso che porta molti ad essere etichettati come evasori,  soggetti spesso a procedure di recupero molto importanti e tramite l’agente di riscossione con il quale spesso, a causa delle modalità e tempi per il rimborso non sempre è possibile accedere.

Evasori di serie A ed evasori di serie B

evasoriOltre a chi non è evasore per scelta ma per necessità e impossibilità si assistono a casi di cosiddetti “grandi evasori” a cui pare che la giustizia fiscale  faccia un baffo al contrario dei piccoli.

Spesso avere degli immobili non significa automaticamente avere disponibilità economica! Si paga con la moneta e non con i mattoni!

Accade che entrati nel circolo vizioso dei debiti con il fisco, si possa rimanere senza immobili e schedato a vita. Di contro si assiste ai cosiddetti “grandi evasori”  che continuano indisturbati a vivere e fare impresa magari sotto altri nomi oppure a chi è concesso, in barba alla coerenza degli slogan, una rateizzazione a 76 anni solo perché sarebbe vice presidente del consiglio!

L’unica via d’uscita sarebbe approvare la proposta di legge di rateizzazione, come quella  del deputato DEM Camillo D’Alessandro,   in base alle reali condizioni e possibilità economiche senza condurre il contribuente a strozzarsi o a gesti estremi  per evasione non voluta e alcune volte non dovuta per errori da parte del fisco.

Mariangela Palmisano

Guida ed accompagnatrice turistica. Giornalista pubblicista da luglio 2016. Mamma di 3 figli (Cosimo, Anna e Francesco Pio) Presidente de "l'occhiazzurra" una associazione culturale fondata dalla mia defunta cugina la poetessa Angela Palmisano. Amo il mio Paese e non amo le ingiustizie e le persone incoerenti.
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