Con una visione scopre chi ha assassinato l’amica, fa riaprire il caso e lo fa arrestare, ecco cos’è successo

Sheila Wysocki e Angie Samota si sono conosciute nel 1982 nel loro primo giorno di università a Dallas, in Texas. Hanno condiviso una stanza e sono diventati grandi amici, ma due anni dopo, a 20 anni, Angie è stata brutalmente uccisa. Passarono i decenni e l’assassino non fu mai trovato, finché una visione non spinse Sheila a riaprire il caso.

Un’amica in comune chiama Sheila, e si capiva sin da subito che qualcosa fosse successo, anche perché piangeva disperata al telefono.

Angie era stata trovata nella sua camera da letto nelle prime ore del mattino, era stata violentata e uccisa. In quel momento si è sentita praticamente presa dal panico totale, non poteva essere vero.

Angie aveva una grande personalità, molto carina e intelligente, uccisa selvaggiamente.

Il colpevole mai trovato 

La polizia credeva che Russell Buchanan fosse il ragazzo che l’aveva uccisa. Probabilmente aveva quattro anni o cinque anni più di loro, non tanto, ma era già affermato in campo professionale. Era un architetto, ad Angie piaceva e cominciarono a frequentarsi. 

Aveva iniziato a fare amicizia con Russell per chiedergli di quella notte, per vedere se qualcos’altro usciva fuori. Ma la storia era raccontata esattamente come era nei registri della polizia.

Improvvisamente Russell aveva smesso di cooperare e che aveva legiferato. Tornato in Texas negli anni ’80 c’era un avvocato famoso chiamato Richard “Racehorse” Haynes e stranamente Russell si era rivolto a Racehorse Haynes, quindi, ovviamente, è colpevole. Ma non c’erano prove per poterlo incriminare e quindi non è stato accusato.

Dopo anni una strana visione di Angie

Dopo anni, quando ormai aveva la sua famiglia e due figli, ha una strana visione e decise di chiamare immediatamente la polizia e cercare di parlare proprio con il poliziotto che ha seguito il caso. Non c’era e gli lascio un messaggio chiedendogli di richiamare.

Non ho mai ricevuto nessuna telefonata, Per un periodo, ha provato a richiamare probabilmente più di 700 volte, ma niente. Silenzio totale. Ma nonostante questo, non mi ero arresa e continuavo a chiamare.

Ha fatto la ricerca e stampato rapporti su tutti gli stupri che erano accaduti durante quel periodo, i luoghi, e chi è stato arrestato per cercare di capire cosa fosse successo.

Nel 2004, quando ormai aveva circa quarant’anni, aveva parlato con il marito e gli avevo espresso la mia volontà di voler diventare investigatore privato. Per diventare investigatore privato nel Tennessee devi essere sponsorizzato da una compagnia, ma la fortuna stava dalla mia parte. Una volta presa la licenza di investigatore privato, era sicura che la polizia, avrebbe accettato di lavorare con lei. Ma, sembravano stanchi da riaprire il caso.

Nelle tante ricerch, scoprì che il caso è stato affidato ad un altro agente, ma che comunque, Russell Buchanan era il sospettato numero uno, e ci stavano anche le prove.

Sapeva che avevano fatto un kit di stupro su Angie, ma gli avevano detto che le prove erano andate perse in un’alluvione. Ora invere, dopo tanti anni escono le prove.  Avevano le unghie di Angie, quindi ovviamente ha combattuto, in più anche tracce di sperma, con tanto di DNA.

Finalmente la svolta

Era finalmente contentissima, perché sapevo che sarebbe stata la chiave, nel 1984 il test del DNA era nella sua infanzia, ma più di 20 anni dopo era già un potente strumento di ricerca. C’è un processo che devi attraversare, tuttavia, e il dipartimento di polizia in quel momento ha dovuto fare una richiesta. Probabilmente era il 2008, quando ha ottenuto i risultati del test, anche perché questi casi non sono rapidi.

Il telefono squilla e l’agente che seguiva il caso pronuncia queste parole: “L’abbiamo preso“.

Sperava che lei dicesse: “Abbiamo preso Russell Buchanan”, quello che ho saputo lo ha fatto perché mi hanno detto che l’ha fatto. Così quando ha pronunciato il nome ho attraversato il Rolodex nella mia testa, andando, “Aspetta un attimo, non conosco quel nome.”

Lo chiamo The Beast. Era uno stupratore seriale in libertà vigilata quando Angie fu violentata e assassinata.

La giustizia fece il suo corso

Il caso si riassumeva nella prova fisica, il DNA, che corrispondeva a The Beast, il progresso della scienza dal momento che il suo omicidio rese possibile la sua condanna. È andata al processo a 650 km di distanza a Dallas per vedere Angie ottenere giustizia, e ora è fuori strada. Pensò che marcire in prigione con una condanna all’ergastolo sia OK, ma non cambia nulla, è ancora morta.

Una volta finalizzato il caso di Angie, volevo ritirare la sua licenza di investigatore privato, ma dopo ha cominciato a ricevere richieste. Quando ha avuto i primi casi, era rimasta piuttosto sorpresa. Per un attimo aveva pensato: “Non voglio ancora ritirare la mia licenza.”

Dopo il processo, ho chiamato Russell e gli disse: “Voglio incontrarti e parlarti del passato”.

Odiavo un ragazzo eccezionale, e ringrazio per essere stata insistente e trovato la verità, eliminando su di lui la nuvola di sospetti che lo circondava.

Donald Bess è stato condannato a morte nel 2010 per lo stupro e l’omicidio di Angela Samota nel 1984.

Con una visione scopre chi ha assassinato l’amica, fa riaprire il caso e lo fa arrestare, ecco cos’è successo ultima modifica: 2018-06-28T07:50:49+00:00 da Ionela Polinciuc

Ionela Polinciuc

Mi chiamo Ionela Polinciuc, sono nata in Romaniae ho vissuto a Roma e Darfield. Amo viaggiare, e questo percorso mi ha permesso di conoscere altre realtà importanti e migliorare le mie capacità di adattamento a svariati contesti. La mia passione per scrivere, mi ha portato a collaborare con diversi giornali, da ormai 3 anni.