Congedo straordinario legge 104, patologie, priorità e convenienza

Il congedo straordinario legge 104 spetta soltanto ai lavoratori che assistono un familiare disabile, anche se quest’ultimo lavora, e non spetta al disabile lavoratore.

Il disabile lavoratore ha diritto a dei permessi retribuiti mensilmente, a un congedo per cure se in possesso di una determinata percentuale di invalidità. In presenza di specifiche condizioni a un congedo per cure termali. Oltre a ciò, in alcuni contratti collettivi sono previsti delle aspettative non retribuite.

Abbiamo redatto una breve guida con le informazioni sugli aventi diritto: Congedo legge 104: ne può usufruire il lavoratore disabile?

Cumulabilità dei benefici di permessi legge 104 e congedo 151

Per chi assiste un familiare con handicap grave. La norma è disciplinata dal Decreto Legislativo 119 del 18 Luglio 2011, all’art. 4 ha modificato l’art. 42 – comma 5 del D.Lgs 151/2001, riconoscendo la possibilità di cumulo dei due benefici, laddove si legge “per l’assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, i diritti sono riconosciuti ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente, ma negli stessi giorni l’altro genitore non può fruire dei benefici di cui all’art. 33, commi 2 e 3 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104, e 33, comma 1, del presente decreto”.

Un recente recente messaggio inps 3114 del 7 agosto 2018 ribadisce la possibilità di cumulare nello stesso mese, purchè in giornate diverse, i periodi di congedo straordinario (D.Lgs151/2001) con i giorni di permesso legge 104/92, il prolungamento del congedo parentale e le ore di riposo altenative al prolungamento del congedo parentale.

Precisa che i periodi di congedo straordinario possono essere cumulati con i permessi legge 104 anche senza necessità di ripresa dell’attività lavorativa tra i due benefici e anche a capienza di mesi interi, indipendentemente dalla duranta del congedo straordianrio.

La fruizione dei benefici dei tre giorni di permesso mensili, del prolungamento del congedo parentale e delle ore di riposo alternative al prolungamento del congedo parentale stesso deve, invece, intendersi alternativa e non cumulativa nell’arco del mese.

Congedo straordinario con legge 104 e diritto di priorità

comgedo straordinario legge 151L’art. 4 del Decreto Legislativo 18 luglio 2011, n.119 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 luglio 2011 ed entrato in vigore l’11 Agosto 2011, ha modificato l’art. 42 – comma 5 del decreto legislativo 151/2001. Le novità introdotte non hanno variato la platea dei fruitori, ma hanno stabilito un preciso ordine di priorità per l’accesso al beneficio che è fissato come segue:

  • coniuge convivente con la persona con disabilità grave (cfr. Corte Costituzionale, sentenza n. 158 del 18.4.2007) e componenti dell’unione civile conviventi equiparati al coniuge dalla Legge 20 maggio 2016, n. 76  (detta legge Cirinnà);
  • in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti, subentrano i genitori anche adottivi;
  • in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti, subentrano i figli conviventi (cfr. Corte Costituzionale, sentenza n. 19 del 26.1.2009);
  • in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti, subentrano i fratelli conviventi (cfr. Corte Costituzionale, sentenza n. 233 del 6.6.2005);
  • e in ultimo, il parente o l’affine entro il terzo grado convivente in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti degli altri soggetti individuati dalla norma, a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave (cfr. Corte Costituzionale, sentenza n. 203 del 18 luglio 2013),

L’ordine di priorità è vincolante, l’Inps riporta: “hanno titolo a fruire del congedo straordinario i lavoratori dipendenti secondo l’ordine di priorità, che degrada solo in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti dei primi (circ. n. 32/2012 e circ. n. 159/2013)”.

Per maggiori informazioni sul grado di parentela e il diritto di priorità, consigliamo di leggere: Congedo straordinario con legge 104, il diritto di priorità è vincolante, ecco gli aventi diritto

Congedo straordinario legge 104 e requisito di convivenza o coabitazione

Il requisito della convivenza si intende soddisfatto quando risulta la concomitanza della residenza anagrafica e della convivenza, ossia della coabitazione. Questo requisito deve essere provato mediante produzione di dichiarazione sostitutiva (D.P.R. 445/20000 artt. 46 e 47).

Il requisito di convivenza si ritiene soddisfatto anche solo con la residenza nel medesimo stabile, stesso numero civico, ma non anche nello stesso appartamento. (Messaggio Inps n. 6512/2010)

Le circolari INPS N. 32/2012 e n. 159/2013, introducono anche la residenza temporanea, quindi il requisito della convivenza si intende soddisfatto anche nei casi in cui vi sia la dimora temporanea, risultante dall’iscrizione nello schedario della popolazione temporanea di cui all’art. 32 del D.P.R. 223/1989.

La dimora temporanea dev’essere richiesta precedentemente (ovvero “previo”, cioè preliminarmente) alla domanda di congedo straordinario con legge 104 per assistere un familiare con handicap grave (art. 3 comma 3).

Congedo straordinario con legge 104: in cosa consiste la dimora temporanea

Il registro della popolazione temporanea è un particolare tipo di registro che permette, a chi non ha ancora deciso di stabilirsi definitivamente, di segnalare la propria situazione al Comune in cui ha fissato temporaneamente la propria dimora.

La dimora temporanea è infatti la permanenza in un luogo, solo per un certo periodo di tempo, per motivi di studio, lavoro, salute o famiglia.

Questo tipo di richiesta serve per evitare che il Comune di effettiva residenza cancelli l’interessato dalla propria anagrafe durante il periodo di assenza.

Chi può farne richiesta

L’iscrizione nello schedario della popolazione temporanea può essere richiesta da (articolo 32 del Decreto del Presidente della Repubblica 30/05/1989, n. 223):

  • cittadini italiani residenti in altro Comune italiano che dimorino da almeno quattro mesi;
  • cittadini extracomunitari residenti all’estero o in altro Comune italiano che dimorino da almeno 4 mesi;
  • cittadini dell’Unione europea, residenti all’estero o in altro Comune italiano, che dimorino da almeno 3 mesi.

Quando la permanenza supera i 12 mesi, il cittadino non può essere più considerato temporaneo e deve quindi chiedere l’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente.

L’iscrizione temporanea nel registro della popolazione non consente il rilascio di certificati, questi devono infatti essere richiesti al Comune di effettiva residenza.

Può essere però rilasciata un’attestazione in cui si dichiara l’iscrizione in questo registro.

L’iscrizione avviene su domanda dell’interessato o d’ufficio, dopo i necessari accertamenti, come previsto dall’articolo 32 del Decreto del Presidente della Repubblica 30/05/1989, n. 223. Può essere richiesta anche per altri eventuali componenti del proprio nucleo familiare.

Leggi anche: Congedo straordinario retribuito biennale 104 e dimora temporanea: chiariamo i dubbi

Redazione NotizieOra

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