Gli insegnanti con diploma magistrale lasciati a casa dal governo del cambiamento

Gli insegnanti diplomati lasciati a casa dal decreto dignità diventato legge. Dopo l’ok della Camera il provvedimento incassa anche il via libera definitivo da parte del Senato: con 155 voti favorevoli, 125 contrari e un astenuto, Palazzo Madama ha dato il benestare al provvedimento fortemente voluto dai pentastellati al Governo e in particolare dal Ministro del Lavoro e dello sviluppo economico, Luigi di Maio, che ne è stato immediatamente promotore una volta insediatosi all’esecutivo. Il testo approvato dal Parlamento  in sede di conversione resta per lo più fedele alle originarie intenzioni del ministro tranne il capitolo che riguarda gli insegnanti in possesso del diploma magistrale.

Per  garantire l’avvio ordinato dell’anno scolastico saranno previste delle nomine per il personale che dovranno essere effettuate entro il 31 agosto 2018, pertanto si presenta come una corsa contro il tempo per sistemare le cattedre ad un mese circa dal suono della campanella.

Per il personale docente le nomine avverranno per il 50% dalle graduatorie a esaurimento e per il 50% dalle graduatorie dei concorsi del 2016 ed eventualmente anche quella del 2018 solo per le scuole secondarie.

Il Consiglio dei Ministri dell’8 agosto, su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno e del Ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria e secondo quanto illustrato dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Marco Bussetti, ha approvato l’autorizzazione ad assumere, a tempo indeterminato, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, per l’anno scolastico 2018/2019, 57.322 unità di personale docente, di cui 43.980 docenti su posto comune e 13.342 docenti su posto di sostegno; 46 unità di personale educativo; 212 dirigenti scolastici; 9.838 unità di personale ATA.

Tra gli insegnanti ci sono anche circa 50mila diplomati rimasti in sospeso dalle varie sentenze e decisione del Consiglio di Stato. Pare che nonostante le promesse elettorale del vice premier Salvini l’attuale esecutivo potrà “ripescarne” appena 10 mila per entrare nel ruolo forse tra una trentina di anni.

Pare che il Parlamento abbia introdotto delle modifiche al disegno iniziale che prevedeva  una sospensione di 4 mesi nell’applicazione della sentenza del Consiglio di Stato emessa nel periodo natalizio nel quale  veniva deciso che l’ammissione provvisoria alle gae (le graduatorie ad esaurimento per le assunzioni) dei diplomati magistrali abilitati a insegnare prima che diventasse obbligatoria la laurea, andava respinta.

Questa decisione porterebbe all’esclusione di tanti precari (ormai quasi esclusivamente donne) che avevano insegnato per anni.  Ma anche di molte aspiranti maestre che, preso il diploma, avevano fatto altri mestieri senza insegnare un solo giorno e avevano aderito al ricorso solo con la seppure di rilevante importanza qualifica di madre.

Pare che alla prossima  selezione potranno partecipare, sia  i laureati che  i vecchi diplomati ma solo coloro che abbiano svolto, nel corso degli ultimi 8 anni scolastici, almeno due annualità di servizio specifico, anche non continuative, su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni scolastiche statali.  Il problema è che questo concorso straordinario per maestri, pare non prevede la prova scritta, ma solo una prova orale didattico-metodologica mentre da anni nei concorsi per docenti si accertano anche competenze linguistiche e informatiche!

I candidati per questo concorso potrebbero essere da 86 a 92 mila. Per il 67% nati al Sud, dove però ci sono solo il 36% delle cattedre disponibili. Ma quanti sono i posti realmente disponibili?

In tutto questo caos spesso ci si dimentica che l’insegnante è colui che è preposto alla formazione dei minori ed in molti casi anche di alunni con disabilità ed è a loro che bisognerebbe pensare.

 

Gli insegnanti con diploma magistrale lasciati a casa dal governo del cambiamento ultima modifica: 2018-08-11T09:05:30+00:00 da Mariangela Palmisano

Mariangela Palmisano

Guida ed accompagnatrice turistica. Giornalista pubblicista da luglio 2016. Mamma di 3 figli (Cosimo, Anna e Francesco Pio) Presidente de "l'occhiazzurra" una associazione culturale fondata dalla mia defunta cugina la poetessa Angela Palmisano. Amo il mio Paese e non amo le ingiustizie e le persone incoerenti.
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