Lavoro e Turismo: guide turistiche quale tutela per loro e gli utenti?

Lavoro e Turismo – Dopo aver passato il turismo alla agricoltura a che punto siamo? Sul tema del riordino delle professioni turistiche, e quindi delle guide turistiche il ministro Centinaio aveva dichiarato: –  “sto lavorando con particolare attenzione anche in un’ottica generale finalizzata a mettere in campo interventi mirati a un riordino di tutte le professioni turistiche. Il problema nasce come accade molto spesso da dettami stabiliti a livello europeo che spesso comportano nei diversi paesi conseguenze settoriali specifiche e distorsioni nella loro reale applicazione. Ritengo che la giusta soluzione debba passare attraverso un processo di partecipazione di tutti soggetti direttamente coinvolti. Per queste ragioni ho avviato una serie di incontri con le regioni, le associazioni di categoria e i sindacati per individuare una strategia di intervento livello centrale che possa disegnare il quadro normativo entro i quali le regioni possano valutare le risposte più idonee”.

guidando per...Risulta importante che si giunga ad una  soluzione capace di rispettare gli interessi professionali di categoria, garantire le competenze agli utenti  evitando di incorrere in violazioni delle norme stabilite dall’UE.

Purtroppo finché il turismo ed in particolare le professioni turistiche saranno di competenza Stato-Regioni anche per colpa della mancata riforma costituzionale, se non si decide con fermezza sul da farsi sarà sempre difficile trovare una giusta soluzione. Difficile  ma non impossibile!

Il turismo è cambiato nel corso degli anni, sono cambiati i turisti, sono differenti le esigenze. Molti si ostinano a non voler accettare il nuovo modo di fare turismo e soprattutto sulla possibilità di mettere in pratica le proprie abilità anche al di fuori del proprio orticello. Nonostante l’appoggio delle sentenze del TAR e del Consiglio di Stato si continua ancora la diatriba tra guide  a favore della figura concepita dalla legislazione comunitaria,  ovvero guida “nazionale o europea”,  e guide che pensano che sia giusto ritornare indietro, contravvenendo alla normativa europea o cambiarla.

Ma a cosa serve questa guerra tra professionisti?

E si, perché le guide sono professionisti che non passione, impegno e studio continuo svolgono il loro lavoro per aver amare il nostro Bel Paese. Una guida coscienziosa  non si azzarderà mai ad accettare di  fornire la propria prestazione in un luogo che non conosce o che non ha studiato!

Il problema quindi non sarebbe la guida nazionale o locale ma l’iter per la concessione delle abilitazioni ancora in alto mare.

Il ministro per le Politiche agricole e il turismo, Gian Marco Centinaio, avrebbe annunciato che il 9 ottobre prossimo si riunirà a Roma un tavolo ministeriale sul Turismo, “in modo da mettere a punto una posizione unitaria tra tutti i ministeri coinvolti, per aprire poi un confronto serio e forte in Europa sui diversi temi che la parola turismo comporta”. Al tavolo, dovrebbero essere presenti  i ministeri delle Infrastrutture (Toninelli), dei Rapporti con l’UE (Savona), della Regioni (Stefani) e dell’Economia (Garavaglia).

Alcuni pensano che  i professionisti del turismo in Italia sarebbero stati penalizzati dalle norme europee in particolare inserendo la figura della guida turistica nella cosiddetta  direttiva Bolkestein.

La direttiva dell’Unione Europea 2006/123/CE, conosciuta come Direttiva Bolkestein, è una direttiva dell’Unione Europea relativa ai servizi nel mercato europeo comune, presentata dalla Commissione europea nel febbraio 2004, ed approvata ed emanata nel 2006. Gli Stati membri avrebbero dovuto recepirla nei rispettivi ordinamenti nazionali entro il 28 dicembre 2009.

L’Italia nel 2013 ha recepito  la  Direttiva Europea,  e le abilitazioni di guida, che erano valide su un territorio limitato, sono state dichiarate valide su tutto il territorio nazionale.  Per il grandissimo numero di Beni Culturali presenti in Italia, non è umanamente possibile saper effettuare visite guidate in tutta Italia pertanto il continuo dibattito locale o nazionale tra professionisti seri non dovrebbe sussistere.

Combattere l’abusivismo

La ricetta per tutelare il professionista ed utente non è certamente limitare e vincolare ad un territorio ma combattere l’abusivismo con percorsi adeguati di qualificazione, istituendo per le nuove leve una sorta di “laurea per guida turistica”, – tesi avvallata  da sempre dall’associazione nazionale di guide GTI –   assieme a corsi di aggiornamento continui e periodici con riconoscimento dei vari crediti formativi e professionali.

Non sarebbe male pensare, sempre nell’ottica di “guida nazionale-europea” che venisse rilasciato un tesserino uguale per tutti in modo che anche i vari controlli da parte delle forze dell’ordine  siano più semplici e lineari.

Pertanto si chiede  una norma  oltre a post e proclami social che sia chiara e dia la possibilità di lavorare in un campo economico molto trainante senza attendere tempi biblici e differenti tra regione e regione.

 

 

Lavoro e Turismo: guide turistiche quale tutela per loro e gli utenti? ultima modifica: 2018-10-01T07:39:56+00:00 da Mariangela Palmisano

Mariangela Palmisano

Guida ed accompagnatrice turistica. Giornalista pubblicista da luglio 2016. Mamma di 3 figli (Cosimo, Anna e Francesco Pio) Presidente de "l'occhiazzurra" una associazione culturale fondata dalla mia defunta cugina la poetessa Angela Palmisano. Amo il mio Paese e non amo le ingiustizie e le persone incoerenti.
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