Multa autovelox: quando è possibile fare ricorso e come?

Quando è possibile fare ricorso contro l’autovelox e quali sono le contestazioni migliori da sollevare per dimostrare che la multa ricevuta è nulla?

Autovelox: quando fare ricorso?

Sono molti gli automobilisti che ogni giorno ricevono una multa per eccesso di velocità. A volte i verbali della polizia sono elevati per differenze minime di velocità rispetto ai limiti stabiliti.

Anche se la legge impone una tolleranza del 5% rispetto al cartello, si tratta spesso di numeri minimi non facilmente controllabili attraverso il tachimetro, soprattutto quando si percorrono rettilinei e strade in discesa.

motivi per fare ricorso contro l’autovelox sono vari, ma solo pochi di questi permetterà di conseguire una vittoria sicura.

  • Presenza del cartello di avviso

Prima della postazione con l’autovelox, vi deve essere obbligatoriamente il segnale con l’avviso «controllo elettronico della velocità». Il cartello in questione deve essere visibile, non coperto da vegetazione, rovinato da spray o presentare altri segni di usura. Inoltre, non deve essere oscurato da manifesti pubblicitari o da altri tipi di cartelli.

Questo tipo di segnaletica è sempre obbligatoria, sia per le postazioni fisse che per quelle mobili (autovelox montato sul treppiedi). In assenza di cartello, la multa è illegittima e deve essere annullata.

Inoltre, la direttiva Minniti del 2017 ha stabilito che il solo cartello stradale, fissato al suolo, non è più sufficiente se sul tratto di strada in questione i controlli vengono effettuati di rado, ma è necessario anche un ulteriore segnale, di quelli mobili, posizionato per l’occasione a terra pochi metri prima della postazione. 

  • Distanza tra cartello e autovelox

    Multa autovelox: quando è possibile fare ricorso e come?

Non c’è una distanza minima o massima, fissata dalla legge, tra la segnaletica e l’autovelox. La Cassazione ha detto che:

  • la distanza minima deve essere “ragionevole” (la Corte Suprema parla di “adeguato anticipo”), in modo da consentire all’automobilista di rallentare senza rischi di brusche frenate improvvise. Questo criterio deve essere, ovviamente, rapportato al tipo di strada e di traffico: sui tratti stradali urbani, pochi metri saranno più che sufficienti, mentre sulle autostrade resta valida la distanza minima di 400 metri secondo quanto precisato dalla circolare del 2007 del Ministero degli Interni;
  • quanto alla distanza massima, il limite oltre il quale il cartello con l’avviso deve essere ripetuto è di 4 km. Nel caso in cui non sia stato rispettato il limite, la multa non sarebbe valida.
  • La presenza del cartello deve essere indicata sul verbale

Con le ordinanze della Cassazione, la Corte ha decretato la nullità della multa anche nel caso in cui il verbale non indica che l’autovelox è segnalato in modo visibile ai conducenti dei veicoli. E altrettanto vale quando non viene specificato che l’impianto di rilevamento elettronico è stato tarato di recente. Secondo la giurisprudenza di legittimità, infatti, la necessità di avvisare gli automobilisti in transito che sulla strada è in corso la misurazione rientra nell’obbligo di trasparenza costituito a carico della pubblica amministrazione.

  • La taratura dell’autovelox

L’autovelox deve essere tarato almeno una volta all’anno, sia che si tratti di postazioni fisse che mobili. La taratura, infatti, è fondamentale perché serve a garantire il corretto funzionamento dell’apparecchio, data l’indispensabile alta precisione di cui deve essere caratterizzato. 

La taratura deve essere attuata da ditte private specializzate in autodromi, soprattutto se si tratta di autovelox installati sulle autostrade. Di tali operazioni deve essere redatto un verbale pubblico messo a disposizione anche agli automobilisti multati che ne fanno richiesta. Se nel ricorso contro la multa, in presenza della contestazione della mancata taratura, la polizia non produce una copia autentica del verbale, l’infrazione deve essere annullata.

  • La taratura deve risultare dal verbale

Con le ordinanze della Cassazione si è ribadito un principio già espresso l’anno scorso: non basta che l’autovelox sia tarato, questo adempimento deve anche essere indicato nel verbale. Insomma, nella multa fatta al conducente deve essere indicato quando è avvenuta l’ultima taratura. Se il verbale non indica quando è avvenuta l’ultima o se questa dovesse risultare effettuata più di un anno prima, la multa è nulla.

Multa autovelox: quando è possibile fare ricorso e come? ultima modifica: 2018-10-13T09:30:04+00:00 da Sara Gatto

Sara Gatto

Ciao a tutti! Sono Sara, ho 19 anni e sono una studentessa. Il mondo della comunicazione è ciò che più mi interessa, in particolare il cinema, la musica e l'arte in generale. Spero che i miei articoli vi siano d'aiuto e che, oltre la curiosità, siano capaci di alimentare i vostri interessi.