Viaggi per lavoro? Ecco a cosa hai diritto tra indennità e rimborsi

Se sei un lavoratore dipendente o un collaboratore e devi viaggiare per lavoro, sappi che puoi avere diritto al rimborso di spese per vitto, alloggio e viaggio o ad un’indennità di trasferta. In quali casi si può usufruire di queste agevolazioni e come?

Trasferta, trasferimento e trasfertista

L’indennità e il rimborso spese con esenzione fiscale e contributiva spettano al lavoratore nel caso in cui il suo spostamento per lavoro è temporaneo. Nel caso di cambio sede, invece, si tratterebbe di trasferimento. Inoltre, nel caso in cui un dipendente sia assunto come trasfertista, quest’ultimo sarebbe obbligato da contratto a svolgere la sua attività in sedi sempre diverse.

In base agli spostamenti effettuati dal lavoratore, per le spese di vitto, alloggio e viaggio e le indennità, entro determinati limiti, vale l’esenzione fiscale e contributiva. Quindi, fino a una certa soglia, sulle somme corrisposte dal datore di lavoro per lo spostamento non si devono pagare tasse e contributi, sia nel caso in cui si tratti di indennità che di rimborsi.

La trasferta del lavoratore non deve essere confusa con gli spostamenti del lavoratore trasfertista e col trasferimento. Il regime di esenzione fiscale e contributivo delle indennità e dei rimborsi, infatti, differisce in base ai casi:

  • nella trasferta, lo spostamento del dipendente è temporaneo;
  • il lavoratore trasfertista, invece, è obbligato a prestare la propria attività lavorativa in sedi di lavoro sempre diverse;
  • nel trasferimento il lavoratore viene cambiato di sede.

Rimborsi ed indennità per trasferta

Viaggi per lavoro? Ecco a cosa hai diritto tra indennità e rimborsi

L’indennità e i rimborsi per trasferta spettano, come anticipato, al dipendente che ha, come stipulato da contratto, una sede fissa ma è spostato temporaneamente dalla sua sede ordinaria di lavoro.

Per gli spostamenti in Italia l’indennità di trasferta è esente (sia dalle imposte che dai contributi) fino al limite giornaliero di:

  • 46,48 euro, se le spese di viaggio sono rimborsate a parte;
  • 30,99 euro, se sia le spese di viaggio che le spese di vitto o di alloggio sono rimborsate a parte;
  • 15,49 euro, se vengono rimborsate a parte le spese di viaggio insieme alle spese di vitto e di alloggio.

Per quanto riguarda gli spostamenti all’estero, l’indennità di trasferta è esente fino al limite giornaliero di:

  • 77,47 euro, se le sole spese di viaggio sono rimborsate a parte;
  • 51,65 euro, se vengono rimborsate a parte le spese di viaggio assieme alle spese di vitto o di alloggio;
  • 25,82 euro, se le spese di viaggio assieme alle spese di vitto e di alloggio sono rimborsate a parte.

Spese di trasporto: rimborso esente?

Per quanto riguarda le spese di trasporto con i mezzi pubblici, il rimborso al dipendente non è imponibile, ovvero non può essere tassabile. E’ esente da contribuzione e tassazione anche per gli spostamenti all’interno del comune della sede lavorativa, secondo quanto disposto dal Testo Unico Imposte sui Redditi. Affinché ciò avvenga, però, è necessario che i costi siano adeguatamente documentati.Viaggi per lavoro? Ecco a cosa hai diritto tra indennità e rimborsi

Se, per lo spostamento al di fuori della sede di lavoro, al dipendente viene assegnata un’auto, quest’ultima non costituisce reddito solo se assegnata esclusivamente per fini lavorativi. Se l’utilizzo è sia lavorativo che personale, l’auto aziendale costituisce reddito per il 30% del costo chilometrico annuo stabilito dalle tabelle ACI per lo specifico veicolo.

In merito al carburante, bisogna sapere che, se ci si sposta al di fuori del comune dove si lavora, la spesa è già compresa nella voce di rimborso del costo chilometrico delle tabelle Aci.

Le stesse condizioni valgono anche per i collaboratori dell’azienda. Se la sede di lavoro è individuata nella sua stessa abitazione, ha diritto al rimborso chilometrico se si sposta in un Comune differente.

Rimborsi e indennità per i trasfertisti

Il dipendente trasfertista è colui che è obbligato, contrattualmente, a prestare la propria attività in sedi lavorative sempre differenti. Il lavoratore, quindi, si ritrova a non avere una sede fissa e, per questo, le sue mansioni richiedono continui spostamenti. Spesso si ritrovano in questa situazione, ad esempio, gli operai edili, i collaboratori scientifici, gli addetti di un’impresa di impianti elettrici, ecc.

Il dipendente, in questo caso, viene compensato con un’indennità o una maggiorazione della paga che, poiché stabiliti con contratto, risultano dovuti a prescindere dall’effettività degli spostamenti che si compiono.

Secondo la normativa fiscale le indennità e le maggiorazioni di retribuzione dovute ai trasfertisti non formano reddito imponibile in misura pari al 50% del loro ammontare. Ciò significa che la metà delle indennità e delle maggiorazioni è esente dalle imposte.

Sara Gatto

Ciao a tutti! Sono Sara, ho 19 anni e sono una studentessa. Il mondo della comunicazione è ciò che più mi interessa, in particolare il cinema, la musica e l'arte in generale. Spero che i miei articoli vi siano d'aiuto e che, oltre la curiosità, siano capaci di alimentare i vostri interessi.