In pensione con 20, 33 e 37 anni di contributi: vediamo le alternative in base all’età

Quali sono le possibilità di pensionamento nel 2019 con 20, 33 e 37 anni di contributi ed età variabili?

Rispondiamo alle domande di diversi lettori che ci chiedono quando potranno accedere alla pensione in base ai loro requisiti e alla loro età. Prima di dare una risposta forniremo una panoramica di quelle che saranno le possibilità di pensionamento valide nel 2019.

  1. Buongiorno Vorrei informazioni riguardo quando io potrei andare in pensione sono nata il 27 dicembre 1959 ho 20 anni di contributi in quanto non mi riconoscono malattia altrimenti nel 1992 avrei già avuto 15 anni avendo iniziato a lavorare nel 1976 ho invalidità al 46% sono disoccupata da 4 anni cosa spetterebbe a me e quando andrà in pensione Grazie se può darmi info La ringrazio molto
  2. Buongiorno 
    Sono del 1958 ho 33 anni di contributi ed attualmente inoccupata, mi mancano più di 5 anni, devo aspettare oramai i 67 di vecchiaia o per la condizione di disoccupata, ed ahimè temo che perduri, ho qualche possibilità, anche perché la Naspi mi durerà solo un anno. 
    Grazie
  3. Salve Volevo chiedere,io ho 58 anni e circa 37 di contributi come e quando potrei fare domanda per la pensione? Grazie.

Pensionamenti 2019: quali modalità?

Tralasciando la possibilità di poter accedere alla Rita e ancora fino al 31 dicembre 2019 all’Ape Volontario, le modalità di pensionamento per il 2019 sono quota 41 precoci, pensione anticipata tradizionale, pensione di vecchiaia e, se verrà approvata, quota 100.

La quota 41 precoci è riservata ai lavoratori che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età e richiede 41 anni e 5 mesi (dal 2019) di contributi versati e l’appartenenza ad una delle categorie da tutelare (disoccupati, caregiver, invalidi, usuranti e gravosi).

La pensione di vecchiaia dal 2019 richiederà unitamente a 20 anni di contributi un’età anagrafica di 67 anni.

La pensione anticipata dal 2019 necessiterà di 42 anni e 3 mesi di contributi versati per le donne e di 43 anni e 3 mesi di contributi versati per gli uomini.

La quota 100, di cui sappiamo solo quello che è trapelato dalle fonti governative, dovrebbe essere approvata nel primi mesi del 2019 e dovrebbe richiedere per l’accesso 64 anni di età e 36 anni di contributi ma dovrebbe prevedere delle penalizzazioni sull’assegno pensionistico da quanto è stato annunciato.

Dal 2020, poi, dovrebbe essere varato anche un altro tipo di pensionamento anticipato che prevederebbe 41 o 42 anni di contributi senza vincolo anagrafico ma ancora non ci è dato sapere se sono previste o meno penalizzazioni sull’assegno pensionistico per l’accesso al beneficio.

Rispondiamo ai nostri lettori

  1. Purtroppo con soli 20 anni di contributi e un’invalidità del 46% dovrà in ogni caso aspettare la pensione di vecchiaia a 67 anni. Per una invalidità al di sotto del 74%, infatti, non sono previsti benefici dal punto di vista pensionistico.
  2. Anche se durante la fruizione della Naspi continuerà a maturare contributi figurativi il suo montante contributivo, durando l’indennità di disoccupazione soltanto 1 anno, potrà arrivare ad un massimo di 34 anni. Anche se dovesse essere varata la quota 100 non vi rientrerebbe poichè sarebbero richiesti oltre ai 64 anni di età anche 36 anni di contributi. Potrebbero essere inseriti nel decreto dei benefici per i lavoratori disoccupati (ma non ci è ancora dato saperlo e dovremo aspettare il 2019 per vedere se i disoccupati potranno rientrare con qualche anno di contribuzione in meno o con qualche anno di età in meno). In ogni caso se dovesse dover attendere la pensione di vecchiaia può trovare nel seguente articolo quando le spetterebbe accedere in base al mese di nascita: Andare in pensione per chi è nato nel 1958: ecco quando mese per mese di nascita. 
  3. Con 37 anni di contributi le mancherebbero alla pensione anticipata (per la quale sono necessari 43 anni e 3 mesi di contributi), essendo uomo, 6 anni e 3 mesi e vi giungerebbe, quindi all’incirca intorno ai 64 anni con un anticipo di 3 anni rispetto alla pensione di vecchiaia. E nel 2020, però dovesse essere introdotta la pensione con 41 o 42 anni di contributi per tutti gli anni di lavoro si accorcerebbero, occhio soltanto che questa forma pensionistica non preveda penalizzazioni sull’assegno pensionistico.

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Redazione NotizieOra

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