In pensione dopo la disoccupazione, perchè devo aspettare 6 mesi?

In pensione dopo la disoccupazione devono attendere sei mesi? Verifichiamo le agevolazione per i lavoratori disoccupati e i requisiti per fare domanda.

I lavoratori disoccupati sono tutelati dalla legge con la possibilità di accedere alla pensione in modo anticipato, ci sono due forme pensionistiche che lo permettono: sussidio Ape Sociale e Quota 41. Entrambe le forme pensionistiche fanno parte delle pensioni news nel 2020, ma sono molto diverse fra loro. Analizziamo in breve le differenze rispondendo a questa domanda: perché dopo la disoccupazione deve attendere sei mesi? 

In pensione dopo la disoccupazione

I lavoratori disoccupati che possono fare domanda di disoccupazione della Naspi o qualsiasi altra indennità a supporto della condizione di disoccupazione, perché lavoratori che hanno perso il posto di lavoro involontariamente, sono tutelati dal sistema pensionistico italiano, ma solo se raggiungono particolari requisiti.

Le misure a tutela dei lavoratori disoccupati sono il sussidio Ape Sociale e la pensione anticipata destinata ai lavoratori precoci (Quota 41).

Sussidio Ape Sociale

Permette di percepire un assegno fino al perfezionamento dei requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia (67 anni + 20 anni di contributi). Si tratta di una misura a carico dello Stato e senza costi destinate ai seguenti lavoratori che hanno compiuto 63 anni di età e hanno un’anzianità di 30 anni di contributi, per i lavoratori che svolgono mansioni di lavoro gravoso devono avere un’anzianità contributiva di 36 anni. 

Le tutele (legge 232/2016 comma 179) richieste per poter aderire a questo sussidio sono: invalidità, disoccupazione, assistenza a familiari disabili, accertamento di attività di lavoro gravoso. 

Nel caso dei lavoratori disoccupati, possono fare domanda solo se hanno terminato la fruizione della indennità di disoccupazione da 3 mesi. 

Nell’Ape sociale non si applicano finestre mobili, il sussidio decorre dal primo giorno successivo a quello della presentazione della domanda.

Quindi, nel caso dell’Ape sociale i mesi di attesa dopo la Naspi sono tre perché perfezionano il requisito richiesto. 

Questa misura termina il 31 dicembre 2020, l’ultima data per fare domanda è il 30 novembre. Al momento non si sa se sarà prorogata per il 2021 nella legge di Bilancio, si attende il tavolo tecnico di settembre. 

Quota 41

La pensione Quota 41 destinata ai lavoratori precoci, ha le stesse tutele del sussidio Ape Sociale con la differenza che sono richiesti 41 anni di contributi a prescindere dell’età anagrafica  inoltre, requisito fondamentale è richiesto il lavoro precoce. Questo significa che il lavoratore deve aver maturato almeno 52 settimane di contributi prima del compimento del 19° anno di età. 

Uno delle tutele di questa misura prevede che il lavoratore abbia finito di percepire l’indennità di disoccupazione da almeno tre mesi. Solo quando questo requisito sarà perfezionato, unitamente al lavoro precoce e i 41 anni di contributi si può fare domanda.

Inoltre, la pensione anticipata Quota 41 prevede una finestra mobile di tre mesi dal perfezionamento dei requisiti, questo comporta che il lavoratore che aderisce alla quota 41 in quanto disoccupato deve attendere tre mesi dalla Naspi per il diritto alla pensione e tre mesi per la decorrenza dell’assegno. Ecco perché sei mesi in tutto. 


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”