Incentivi assunzioni femminili in caso di disparità di genere

In arrivo un decreto ministeriale con le professioni e i settori che presentano disparità in assunzioni tra uomo e donna.

Ancora al giorno d’oggi esiste una sostanziale differenza tra uomo e donna nell’ambito lavorativo. Stiamo parlando, in particolare, di profili professionali come imprenditori e dirigenti, di grandi aziende e PMI, professioni tecniche, vertici della pubblica amministrazione, esponenti degli organi legislativi. Nello specifico, stiamo parlando di una situazione di disparità di genere che supera il 25% della media, ed è per questo motivo che si ha bisogno di incentivi alle assunzioni femminili.

Le agevolazioni

E’ prevista, tra l’altro, un’agevolazione dall‘articolo 4 della legge 92/2012, che è uno sgravio contributivo al 50% per 12 o 18 mesi, a seconda del tempo stabilito dal contratto.Nello specifico, tale agevolazione (incentivi assunzione femminili) spetta alle “assunzioni di disoccupati da almeno 12 mesi che abbiano più di 50 anni, o per donne di qualsiasi età che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti in zone ammissibili ai fondi strutturali Ue oppure occupare in settori o professioni caratterizzate da un tasso di disparità superiore al 25% rispetto alla media”.

Assunzioni femminili, dove?

Sono molti i settori lavorativi dove vi è una bassa percentuale di assunzioni femminili. Sicuramente il settore che più di tutti viene reputato maschile, è quello delle costruzioni con una disparità di genere che supera ‘80%. In seguito, acqua e gestione dei rifiuti che invece vedono una disparità che gira attorno al 75%, e per concludere, lavori come Gap che presentano una disparità superiore al 50%, condividendo tale cifra col settore dell’industria estrattiva, trasporto e magazzinaggio energia.

Parliamo delle professioni

Molti uomini sono presenti nelle forze armate rispetto alla percentuale femminile, ma secondo alcuni dati, il gap superiore al 70% nelle professioni tecniche in campo scientifico, ingegneristico e della produzione, prevede l’85% di uomini contro il 15% di donne, mentre per professioni come ingegneri, architetti e professioni assimilate, la differenza sale intorno al 60%.
Invece, nelle grandi imprese c’è una percentuale dell’82% di imprenditori, amministratori e direttori uomini contro, invece il 18% di donne. Nelle piccole imprese troviamo al comando una percentuale di uomini al 65%, mentre le donne scendono al 35%.

Assunzioni donne nei settori pubblici

Parliamo di professioni come membri dei corpi legislativi e di governo, dirigenti ed equiparati dell’amministrazione pubblica, nella magistratura, nei servizi di sanità, istruzione e ricerca e nelle organizzazioni di interesse nazionale e sovranazionale.
Possiamo dire, molto brevemente che le donne parlamentari, o consigliere regionali, percepiscono un salario molto più basso rispetto ai loro colleghi uomini.


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.