Indennità di accompagnamento con ricorso in atto, si può inviare una nuova domanda?

Indennità di accompagnamento e ricorso in atto, i tempi sono troppo lunghi si può inoltrare una nuova domanda per accelerare?

L’indennità di accompagnamento è entrata in vigore con la legge numero 18 dell’ 11 febbraio 1980. Si tratta di un’indennità a favore degli invalidi civili totalmente inabili con una percentuale del 100% che necessitano di una persona che li assiste per poter svolgere atti quotidiani della vita.

L’indennità di accompagnamento viene erogata se sussistono particolari condizioni e fa parte delle varie agevolazioni riconosciute per disabilità

Indennità di accompagnamento: le condizioni

Le condizioni richieste per fare domanda dell‘indennità di accompagnamento sono:

  • erogata a qualsiasi età e reddito;
  • essere cittadino italiano o UE residente in Italia, o cittadino extracomunitario con permesso di soggiorno CE valido e per lunghi periodi;
  • non essere ricoverato in strutture H24 con pagamento della retta a carico dello Stato o Ente pubblico. 

L’indennità di accompagnamento non viene riconosciuta in presenza di provvidenza erogate per cause di servizio, guerra o lavoro. 

I soggetti con più di 67 anni, possono presentare domanda di accompagnamento in forma semplificata in modo da accelerare l’iter legale, per farlo devono anticipare i dati per il diritto alla prestazione della domanda di invalidità. 

L’assegno è esente da Irpef e non confluisce con altri redditi e secondo una recente sentenza del Consiglio di Stato, non deve essere inserito nell’Isee in quanto si riferisce ad un’indennità per assistenza e non per reddito. 

Ricorso e inoltro di una nuova domanda

Un lettore ci chiede: “Spett/consulente Sono un pensionato e  vorrei sapere come portare avanti la domanda di pensione per invalidità per mia moglie visita effettuata davanti alla commissione medica un anno fa riconosciuta grave al 100% senza ne pensione ne accompagnamento. Fatto subito ricorso al patronato nei tempi previsti che ha incaricato un medico legale a mie spese, e uno studio legale del patronato per richiedere riconoscimento dell’assegno di invalidita’ e visita CTU domiciliare.In dicembre 2019 aggravamento delle condizioni .Per velocizzare la visita in maggio avevo proposto di fare un nuovo aggravamento  ma lo stesso direttore mi ha detto che non era possibile e che bisognava aspettare.Ma quando riprenderanno queste visite CTU domiciliari? Ora ha bisogno di farmaci e cure e assistenza che sono tutte a carico nostro, e senza un sostegno economico tipo pensione come potrò continuare a sostenere questa situazione? Grazie per la risposta. Alessandro”

Carissimo Alessandro, 

purtroppo, non può fare nulla, i tempi sono lunghi e le visite seguiranno un calendario specifico, inoltre, non è possibile presentare una nuova domanda se prima non si chiude il ricorso in atto. Può solo inoltrare un sollecito, ma deve attendere che la pratica termini il suo iter legale e i tempi variano a seconda delle sedi  Inps di appartenenza. 


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”