Indennità di accompagnamento: il caso del sig. Silvio, paziente oncologico

Questa è la storia del signor Silvio, paziente oncologico sottoposto a chemioterapia per un tumore, al quale non era stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento nonostante i suoi reali e conclamati problemi di salute. 

Indennità di accompagnamento. Il signor Silvio (nome di fantasia per proteggerne la sua privacy) ci ha contattato tramite la pagina Facebook di Risarcimenti & Rimborsi per avere maggiori informazioni su come ottenere l’indennità di accompagnamento. Ci ha subito raccontato la sua storia, tra la malattia e le continue sedute di chemioterapia, senza avere contezza della possibile conclusione dei vari cicli all’orizzonte. Data la sua situazione, aveva presentato la domanda amministrativa per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento specificando di essere sottoposto a trattamenti chemioterapici.

La brutta notizia: senza diritto all’indennità di accompagnamento 

Ma la brutta notizia non tardò ad arrivare. La Commissione Medica infatti lo aveva riconosciuto invalido grave al 100%, ma senza diritto all’indennità di accompagnamento.

A questo punto, il sig. Silvio, conscio delle difficoltà quotidiane e degli effetti invalidanti della terapia, decise di mettersi in contatto con noi (tramite la pagina Facebook) e di chiedere una prima consulenza gratuita sulla fattibilità del suo caso.

LA CONSULENZA

Per prima cosa abbiamo chiesto al sig. Silvio se fossero trascorsi sei mesi da quando gli è stato consegnato il verbale della Commissione medica poiché vi è un termine perentorio che non può essere superato salvo una proroga di ulteriori 3 mesi aggiuntivi a causa dell’epidemia di Covid-19.

Sul verbale era riportato espressamente:

“Esiti di intervento per k colon – in trattamento chemioterapico”;

Al riguardo, dobbiamo puntualizzare che la giurisprudenza della Cassazione solo di recente riconosce l’indennità di accompagnamento alle persone sottoposte a chemioterapia, essendo però necessario che gli effetti di questa siano tali da compromettere lo svolgimento degli atti quotidiani della vita.

Sappiamo tutti che la chemioterapia spesso ha effetti talmente gravi da pregiudicare le attività ordinarie, soprattutto nei giorni immediatamente successivi; per tale ragione diventa necessario se non indispensabile, riuscire a dimostrare proprio gli effetti invalidanti.

COSA ABBIAMO FATTO PER LUI?

Concordate le modalità per l’affidamento dell’incarico, abbiamo subito proceduto alla redazione del ricorso, precisando gli orientamenti giurisprudenziali a nostro favore per il raggiungimento dell’obiettivo.

All’udienza in Tribunale (in cui non era necessaria la presenza del nostro assistito), sono stati assegnati i termini entro i quali il consulente tecnico d’ufficio avrebbe dovuto effettuare la visita medica e predisporre la relazione.

Nel giorno stabilito, il sig. Silvio si è recato presso lo studio medico del CTU per essere sottoposto a visita medica.

LA BELLA NOTIZIA: ACCOMPAGNAMENTO OTTENUTO!

Dopo 30 giorni il CTU ci ha trasmesso la bozza della relazione, accertando di fatti la sussistenza dei requisiti sanitari necessari per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento.

L’accompagno, come avviene nel caso esclusivo di chemioterapia, è stato riconosciuto per il periodo limitato delle terapie.

La relazione definitiva è giunta al sig. Silvio in concomitanza ad una altra bella notizia: fine del calvario e della chemioterapia.

Il sig. Silvio si è visto accreditare sul suo conto corrente i ratei relativi a tutto il periodo di chemioterapia (9 mesi esattamente).

Se tu o un tuo familiare vi trovate in una situazione simile a quella del sig. Silvio saremo pronti ad ascoltare la vostra storia e portare avanti la vostra battaglia con gli strumenti che la legge ci mette a disposizione.

 

Avv. Stefano Di Giacomo

Per maggiori informazioni contattami per una prima consulenza gratuita a info@risarcimentoerimborsi.it 

Oppure visita il sito web: http://www.risarcimentierimborsi.it

Se vuoi saperne chi ha diritto all’accompagnamento e cosa fare per poterlo ottenere ti consigliamo a guardare questo breve video


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Avv. Stefano Di Giacomo

Difendere i più deboli è sempre stato il mio desiderio. Per questo motivo ho deciso di dedicare la mia attività lavorativa alla difesa dei consumatori e delle persone invalide o con disabilità. Si tratta spesso di soggetti indifesi rispetto alle grandi società private ed Amministrazioni pubbliche. Il mio compito è impegnarmi giornalmente affinché possano ottenere ciò che spetta loro di diritto.