Indennità di disoccupazione, ha un limite di età?

L’indennità di disoccupazione Naspi spetta indipendentemente da quella che è l’età del richiedente? Scopriamo cosa prevede la normativa.

Se si viene licenziati si ha sempre diritto all’indennità di disoccupazione o la stessa può essere limitata dall’età avanzata? Questo il quesito che ci pone una lettrice: Buongiorno sono una signora di anni73 sono in cassa integrazione in deroga da i primi di marzo poiché lavoro in un ristorante ,il mio stipendio netto è di euro 750, marzo e aprile l ‘ INPS mi ha pagato  euro 600 ora maggio e giugno euro 350 il mio datore di lavoro ha detto che per il momento non ho speranza d i tornare al lavoro e forse mi licenzia  vorrei sapere in questo caso se io dopo 15 anni di lavoro e a questa età posso avere la disoccupazione grazie distinti saluti.

Indennità di disoccupazione ed età

I requisiti per poter accedere all’indennità di disoccupazione (nel suo caso la Naspi) sono la perdita involontaria del lavoro (ed il licenziamento è involontario), possedere almeno 13 settimane di contributi versati negli ultimi 4 anni e poter dimostrare di avere almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono lo stato di disoccupazione.

Nel caso, quindi, venga licenziata dovrà presentare domanda di indennità di disoccupazione Naspi entro 128 giorni (tale limite è valido solo per i casi di disoccupazione verificatisi nel corso del 2020, altrimenti il termine è di 68 giorni) dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Il diritto alla Naspi non dipende, infatti, dall’età e a tutti spetta un’indennità massima di 2 anni se in possesso di almeno 48 mesi di contribuzione versati negli ultimi 4 anni (se si possiedono meno mesi di contribuzione spetterà una Naspi di durata pari alla metà dei contributi versati nei 4 anni che precedono la disoccupazione).

Appurato che, in ogni caso, se viene licenziata ha diritto alla disoccupazione, mi preme dirle che alla sua età potrebbe avere diritto anche alla pensione.

Se ha iniziato a versare contributi dopo il 1995, infatti, al compimento dei 71 anni le sarebbe spettata la pensione di vecchiaia contributiva che richiede un minimo di almeno 5 anni di contributi versati interamente nel sistema contributivo puro.

Le consiglio, quindi, anche al termine della fruizione della Naspi (che le ricordo da diritto a contributi volontari validi sia per il diritto che per la misura della pensione) di rivolgersi ad un patronato per controllare se ha diritto al pensionamento contributivo di vecchiaia.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.