Indennità di disoccupazione Naspi: spetta con contratto a chiamata?

E’ possibile percepire indennità di disoccupazione Naspi quando si è impegnati con un contratto di lavoro intermittente (a chiamata)? Scopriamo cosa prevede la normativa.

Il lavoro a chiamata, o lavoro intermittente per la sua modalità discontinua, è un tipo di lavoro in cui il lavoratore per poter svolgere la propria attività aspetta la chiamata del datore di lavoro. Il lavoro a chiamata può essere con obbligo di risposta , e in questo caso prevede un’indennità di reperibilità, p senza obbligo di risposta, e in questo caso spetta soltanto il compenso delle giornate effettivamente lavorate. La domanda che ci viene posta oggi è se durante il lavoro a chiamata è possibile percepire la Naspi.

Naspi durante lavoro a chiamata

Una lettrice, sul caso di un’amica, scrive per chiedere:

Salve, avrei una domanda che la cerco da un po’ ma non trovo una soluzione, ho una amica che ha un contratto indeterminato a chiamata senza obbligo di risposta con una cooperativa che si occupa di servizi di pulizia in alberghi (fa la cameriera ai piani) che ancora non l’ha dato il fis (fondo integrativo salariale) c’è qualche soluzione perché possa prendere la disoccupazione (Naspi) grazie mille. 

In alcuni casi è possibile fruire della Naspi anche quando si è impegnati con un contratto di lavoro a chiamata, anche se bisogna fare un distinguo tra il contratto con obbligo di risposta e quello senza l’obbligo di risposta.

In caso di contratto con obbligo di risposta, per il fatto che è prevista l’indennità di reperibilità, si può accedere alla Naspi soltanto se il reddito derivante, compresa l’indennità di reperibilità, non superi gli 8mila euro annui e che la prestazione lavorativa non superi i 6 mesi.

Nel caso di contratto senza obbligo di chiamata si può accedere alla Naspi fermo restando che l’indennità si sospende nelle giornate in cui si presta attività lavorativa e che anche in questo caso l’attività non deve dare più di 8mila euro l’anno e che la prestazione non debba superare i 6 mesi nell’arco temporale.

Essendo il contratto della sua amica a tempo indeterminato, purtroppo, non può accedere alla Naspi in quanto l’arco temporale della prestazione lavorativa supera i 6 mesi e che in ogni caso con contratto a tempo indeterminato la stessa non spetta.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.