Infiorata di Genzano di Roma giugno 2010

Una suggestiva immagina della tradizionale Infiorata di Genzano di Roma, una tradizione che si ripete da oltre 200 anni.

L’Infiorata di Genzano di Roma è una tradizione che ormai si ripete da oltre 200 anni e oltre ad essere l’orgoglio della cittadina è un evento unico nel suo genere: si tratta din un tappeto floreale realizzato dai maestri infioratori su una strada che viene ricoperta interamente con petali di fiori per una superficie di 1890 metri quadrati. Generalmente si formano 13 quadri diversi e ogni quadro misura 7 metri per 14 metri. I soggetti dei quadri sono scelti da un’apposita commissione che presiede anche all’organizzazione della manifestrazione che, ricordiamo, è a carattere religioso svolgendosi in occasione del Corpus Domini.

Dal 1875 l’Infiorata si svolge su via Italo Belardi, già via Livia, la strada che congiunge piazza IV Novembre con la Chiesa di Santa Maria della Cima.

Per comporre i 13 quadri solitamente occorrono circa 500 quintali di petali di fiori ed essenza vetale mentre per la protezione laterale del tappeto floreale vengono utilizzate dello colonnine ricoperte di mortella e dei festoni ricorperti sempre di mortella.

“L’infiorata si fa per l’Ascensione, e serve alla processione che gira le principali vie del paese. Consiste in un suolo di fiori che copre totalmente il terreno sulla salita che dalla piazza conduce alla chiesa. Alcuni giorni innanzi la festa, le donne e ragazze del paese vanno per prati, per boschi e per giardini, e li spogliano di fiori, che portano a casa a fastelli. Poi sfogliano questi fiori uno ad uno, ed ammucchiano le foglie dello stesso colore, onde compongono alla fine una specie di tavolozza piena di tinte diverse.
Ogni casa che fronteggi la strada, s’incarica di coprire lo spazio che le sta dinnanzi, ed eseguisce un disegno diverso. Chi fa un ornato, chi un fregio, chi l’arme del duca Sforza, antico signore del paese, chi la propria, se l’ha, chi quella del vescovo o del Papa e via via. Con una lunga funicella logora e quindi flessibile, che si mette in terra a norma del disegno, si fissa prima il contorno che poi s’empie di foglie de’ varii colori. L’insieme riesce vivacissimo; e visto dal piede della salita si mostra come un tappeto magnifico, che rincresce di veder poi guastato da’ piedi della processione” ha scritto Massimo D’Azeglio ne I Miei Ricordi sull’Infiorata.


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instragram - Pinterest - Youtube

Redazione

Notizie scritte dalla redazione di cronaca, notizie, salute, viaggi, gastronomia e musica di NotizieOra.