Inidoneità alle mansioni lavorative, diritto e obbligo ex art. 2087 c.c

Cosa fare se sopraggiunge l’inidoneità alle mansioni lavorative: tutele e diritti del lavoratore.

Sopraggiunta inidoneità alle mansioni lavorative, cosa è possibile fare? Esaminiamo il quesito di un nostro lettore che ci segue su WhatsApp: Buongiorno, mia moglie lavora in una biblioteca scolastica poiché è docente giudicata dalla commissione ASL permanentemente fuori ruolo all’ insegnamento  ma idonea ad altri compiti (biblioteca e documentale). Mia moglie fa notare con lettera scorta alla DS  che il locale biblioteca è sprovvisto di riscaldamento e condizionatore aria  estivo.

Di rimando la preside la obbliga a sottoporsi a visita dal medico competente, per valutare la sua idoneità lavorativa. Il D.lgs 81/2008 Mi pare che indichi la visita preventiva  e che il DS deve premunirsi di dare ai lavoratori locali idonei ed accoglienti in base alle normative sulla sicurezza.. evitando ti togliere scuse che non ci sono soldi e che deve essere il Comune ad inyervenire.Invece si assiste ad una ripicca classica dei Dirigenti Scolastici che vedono la necessità di zittire il personale col bastone. Chiedo scusa per la metafora.

Vorrei sapere cosa  dice la legge a riguardo. Grazie

Inidoneità alle mansioni lavorative

Gent.mo Sig.

Nel caso di sopravvenuta inidoneità alle mansioni lavorative assegnate, come il caso in esame,  va riconosciuto al lavoratore il diritto di pretendere, e correlativamente, l’obbligo ex art. 2087 c.c., del datore di lavoro di ricercare, una collocazione lavorativa non pretestuosa, idonea a salvaguardare la salute del dipendente, nel rispetto dell’organizzazione aziendale, dimensionata in modo plausibile e rispettosa delle regole poste a salvaguardia della salute  che costituiscono, nel loro insieme, la disposizione di legge (art. 32 Costituzione) che sancisce, anche sanzionandone le omissioni, gli obblighi posti dall’ordinamento a presidio della salute dei collaboratori del datore di lavoro.

Infatti, 2087 del Codice Civile dispone che  l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

In pratica, il datore di lavoro deve adottare tutte le misure idonee a prevenire sia i rischi insiti all’ambiente di lavoro, sia quelli derivanti da fattori esterni e inerenti al luogo in cui tale ambiente si trova, visto che la sicurezza del lavoratore è un bene di rilevanza costituzionale che impone al datore di anteporre al proprio profitto la sicurezza di chi esegue la prestazione.

Tale principio – viene attuato nel Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro (decreto legislativo 81/2008) in cui si introduce il concetto di agenti fisici e di microclima, che possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. 

Insomma, bisogna monitorare le temperature all’interno di un ufficio come si monitorano gli altri agenti fisici”, ‘la temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all’organismo umano tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori, provvedendo  alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione.

Cordialmente Avv. Fernanda Elisa De Siena


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Avv. Fernanda Elisa De Siena

L'Avv. Fernanda Elisa De Siena del Foro di Roma, dove vive ed esercita, si occupa del diritto civile in senso ampio con specializzazione in diritto previdenziale e lavoro, famiglia e minori.