Insultare Mattarella sui social è un reato molto grave: attenzione a ciò che scrivete

Per tutti coloro che hanno insultato, in questi giorni, il Presidente della Repubblica sui social network il rischio di ricevere un avviso di garanzia è abbastanza elevato.

Moltissimi sono gli internauti che nelle ultime ore si sono scagliati contro il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella tramite commenti su Facebook e Twitter.

Gli contri tra le istituzioni repubblicane e le forze politiche italien in queste ultime ore hanno toccato vette talmente drammatiche con non hanno avuto precedenti nella storia italiana e questo ha portato la gente comune a sentirsi infiammata e conivolta a tal punto da diventare intollerante nei confronti del Presindete della Repubblica nei confronti del quale in molti casi è stato manifestato un odio ingiustificato.

Mattarella ricoperto di insulti sui social, accusato di essere traditore, schiavo dei mercati, c’è chi lo ha minacciato addirittura di morte.

Ma cosa si rischia in questo caso?

Anche se molti, resosi conto della sciocchezza commessa hanno provveduto a cancellare i post, è da tenere presente che il web non dimentica e che esistono moltissimi modi per risalire a quello che è stato eliminato. La Polizia Postale ha iniziato già indagini al riguardo a cui seguiranno i primi avvisi di garanzia poichè l’insulto su Facebook non è soltanto una bravata ma a seconda di chi è la vittima si può commettere reato di diffamazione a mezzo stampa, così come ribadito dalla Corte di Cassazione. I social network, infatti, vengono equiparati ai quotidiani per la grandissima platea di frequentatori che raggiungono e le pene per i trasgressori possono essere anche molto pesanti.

Insultare il Presidente della Repubblica

Ma se ad essere insultato è addirittura il Presidente della Repubblica ci si macchia di un reato ben più grave.

L’avvocato Giovanni Maria Ferrando del Foro di Imperia fa notare che “Chi attacca insultando o diffamando Sergio Mattarella via Facebook può vedersi contestare i reati di reato di “offese al Presidente della Repubblica” e “Vilipendio alla nazione italiana”, rubricati rispettivamente agli articoli 278 e 291 del nostro Codice Penale”

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Redazione NotizieOra

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