Invalidi, quando viene riconosciuta l’indennità di accompagnamento?

Non è automatico con invalidità e legge 104 il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento. Vediamo in quali casi spetta.

L’indennità di accompagnamento è una prestazione che l’INPS eroga, a domanda, ai soggetti con invalidità non deambulanti o con bisogno di assistenza continua. La prestazione, quindi, spetta a chi non riesce a camminare o chi non è più autosufficiente negli atti della quotidianità senza l’ausilio di una terza persona.

Invalidi e indennità di accompagnamento

Un nostro lettore, raccontando le condizioni di salute della suocera chiede:

Mia suocera l’anno scorso ha avuto riconosciuta l’invalidità al 100%. Ma non gli hanno riconosciuto l’accompagnamento. Nonostante non sia più nelle condizioni di rimanere da sola, perché ha numerosi problemi di salute , fra l’altro per il motivo che stava da sola, e caduta e si è rotta l’anca, ed ora e peggio di prima. Mia moglie ora è costretta da settembre del 2019 a stare con lei 24 ore al giorno. Io sono il genero che usufruiscono dei permessi legge 104

Premetto fin dall’inizio che non a tutti gli invalidi al 100% viene riconosciuta l’indennità di accompagnamento che spetta soltanto a chi è in condizioni di non poter compiere i gesti della vita quotidiana da solo e a chi non riesce più a camminare.

L’indennità di accompagnamento, se spetta, viene riconosciuta a prescindere dall’età e dal reddito dell’invalido.

Per capire quando spetta l’indennità di accompagnamento invitiamo a leggere il seguente articolo: Per l’indennità di accompagnamento non basta l’invalidità al 100% e la legge 104

La prestazione viene riconosciuta nel caso che il soggetto non riesca a provvedere in autonomia alla sua igiene personale, alla nutrizione, agli spostamenti basilari in casa o non riesce ad avere orientamento spaziale o temporale.

Per  il soggetto invalido con più di 65 anni e non riesce più a svolgere azioni quotidiane normali per la sua età.

Se dal momento che avete presentato richiesta di indennità di accompagnamento le condizioni di sua suocera sono peggiorate potete provare a presentare nuova richiesta ma in ogni caso sarà la commissione medica a stabilire se le condizioni della signora sono tali da prevedere il diritto all’indennità in questione.

In ogni caso se sua suocera è titolare di legge 104 con grave handicap potete fruire anche del congedo straordinario retribuito a patto che abbiate la residenza con lei. La titolare del diritto al congedo sarebbe la figlia convivente con l’invalido, ma solo a patto che l’invalido sia vedovo o il coniuge sia affetto da patologia invalidante a sua volta.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.