Invalidità civile e indennità di accompagnamento: che percentuale di invalidità posso ottenere?

Hai diverse patologie e ti stai chiedendo come si calcola la percentuale di invalidità? Hai mai sentito parlare della formula di Balthazard? Probabilmente sì. Ma prima di spiegarti come si calcola l’invalidità facciamo un piccolo passo indietro.

Cos’è la percentuale di invalidità? Questa è la prima domanda che mi viene posta quando si avvia la procedura per chiedere l’invalidità. Più semplicemente, è considerato invalido civile chi è affetto da malattie e menomazioni permanenti e croniche, sia di natura fisica che psichica ed intellettiva che riducono la capacità lavorativa della persona in misura non inferiore ad un terzo (superiore al 33%). E’ proprio sulla base della percentuale di invalidità che vengono poi riconosciuti benefici agli invalidi civili.

COME SI CALCOLA LA PERCENTUALE DI INVALIDITÀ?

Come viene calcolata dalla Commissione Medica?
Il punto di riferimento, per alcune patologie dette per l’appunto “tabellate”, è rappresentato proprio dalle tabelle ministeriali.

A sinistra sono indicate le varie malattie, divise in base all’apparato che interessano. 

A destra invece si trovano le percentuali assegnate, indicate con un valore fisso oppure con un range da un minimo ad un massimo.
Facciamo un esempio. In caso di coronopatia grave la tabella riporta come valore minimo 71% e massimo 80%; ciò significa che verrà riconosciuta una percentuale di invalidità compresa tra questi due valori, in base alla gravità con cui la patologia si presenta.

Invece nel caso di coronopatia gravissima la tabella riporta una misura fissa del 100% e sarà questa la percentuale che dovrà essere assegnata senza consentire una certa discrezionalità alla Commissione Medica.
Il primo passo è quindi capire a che livello si trova la vostra invalidità.

MA COSA SUCCEDE SE SI HANNO PIU’ PATOLOGIE?

Probabilmente starai pensando che le percentuali di invalidità assegnate ad ogni singola patologia andranno sommate, ma purtroppo non è affatto così. 

Occorre fare una distinzione tra patologie coesistenti e concorrenti: le prime riguardano organi e apparati funzionalmente collegati, le seconde invece interessano lo stesso organo o apparato.

Vediamole più nel dettaglio.

  • PATOLOGIE COESISTENTI: FORMULA DI BALTHAZARD

Nel primo caso, quindi se le patologie sono tra loro coesistenti, si applica la formula riduzionistica o formula scalare di Balthazard “IT = (IP1 + IP2) – (IP1 x IP2)”.

La prima cosa da fare è calcolare le percentuali relative a ciascuna invalidità e sommarle. A questa somma andrà poi sottratto il prodotto delle percentuali. 

Facciamo un esempio. Se abbiamo due patologie, con una percentuale di invalidità fissa, di cui una al 40% e l’altra al 20%, procederemo con questo calcolo: IT= (0,40 + 0,20) – (0,40 x 0,20); con la conseguenza che l’invalidità complessiva non sarà pari al 60% ma al 52%.

  • PATOLOGIE CONCORRENTI

Invece nel caso di malattie concorrenti, che interessano lo stesso organo o apparato, le percentuali vengono indicate di regola dalle stesse tabelle ministeriali. In mancanza, dovranno essere valutate le singole patologie e quanto queste incidano sulle capacità di lavoro e sul compimento degli atti di vita quotidiana.

COME OTTENERE I BENEFICI ECONOMICI CHE TI SPETTANO?

Anche se sono previste delle formule, non possiamo prevedere con precisione il verdetto della Commissione Medica. Ogni paziente infatti è un caso a sé e le sue necessità vanno valutate globalmente dalla Commissione Medica dell’INPS.

E’ importante sottolineare che lo Stato italiano non assiste tutte le persone con una invalidità del 100% ma soltanto coloro che:

  • Non sono in grado di deambulare autonomamente
  • Hanno bisogno di un’assistenza continua non potendo svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita
  • Sono sottoposti a terapie oncologiche invalidanti

Per questo motivo la procedura che porta all’accompagnamento è spesso lunga e ricca di insidie ed è di grande importanza arrivare preparati alla visita medica con una documentazione attinente, adeguata e aggiornata che sia tale da certificare i reali bisogni del richiedente.

COSA FARE IN CASO DI RIGETTO?

Molte volte, purtroppo, la Commissione Medica si limita a riconoscere una invalidità civile inferiore a quella auspicata oppure valuta il soggetto grave al 100% ma senza diritto all’indennità di accompagnamento.

In questi casi non temete però: nulla è ancora perduto.

Infatti avverso il verbale della di invalidità (che ti viene inviato a casa) puoi presentare ricorso al Giudice del Lavoro, allegando una documentazione medica attestante tutte le patologie, entro il termine perentorio di 6 mesi.

Ricorda però che, a causa del periodo emergenziale che stiamo vivendo, il termine di 6 mesi è stato sospeso per il periodo che va dal 23 febbraio al 1 giugno 2020.

Questo significa che potrai ancora oggi impugnare l’esito negativo ricevuto anche nel mese di novembre.

Se vuoi maggiori informazioni o qualche chiarimento su come presentare il ricorso scrivimi all’indirizzo email:

E-mail: info@risarcimentierimborsi.it

Avv. Stefano Di Giacomo, appassionato ed esperto di materia previdenziale


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Avv. Stefano Di Giacomo

Difendere i più deboli è sempre stato il mio desiderio. Per questo motivo ho deciso di dedicare la mia attività lavorativa alla difesa dei consumatori e delle persone invalide o con disabilità. Si tratta spesso di soggetti indifesi rispetto alle grandi società private ed Amministrazioni pubbliche. Il mio compito è impegnarmi giornalmente affinché possano ottenere ciò che spetta loro di diritto.