Invalidità e riconoscimento dello stato di handicap grave: legge 104 art. 3 comma 3

L’invalidità al 100 per 100 non predispone in automatico lo stato di handicap grave che da diritto a molte agevolazioni, ecco cosa fare.

L’invalidità al 100 per 100 non predispone in automatico lo stato di handicap grave che da diritto a molte agevolazioni, rispondiamo al quesito di un nostro lettore: Buonasera, mi hanno riconosciuto invalido  Civile al 100 per 100 con statale è permanente inabilità  lavorativa al 100% art 2 e 12 epilessia rimprovera multifocale  con crisi parziali di tipo motori semplice a frequenze plurisettiimanali, nel 2010 il morbo crahn. Nel 2013 un ictus  ischemico lasciandomi alcuni problemi la spalla dx da operare forti dolori alla schiena il reumatologo  mi riferisce che l’attrito sta prendendo piede ho chiesto la 104 art 1 com.3 ma non se ne fanno la vergogna  o chiesto la 335/95 mi hanno riso in faccia eppure ho 28 anni di contributi, grazie.

Invalidità e inabilità: riconoscimento dei diritti 

Gent.mo Sig.
 Pur comprendendo il Suo sgomento Le confermo che  vi è una distinzione tra i concetti  di invalidità e inabilità e ciò, quindi, anche nell’esistenza  delle diverse condizioni richieste per il riconoscimento dei diversi diritti. 

 Non essendo i due concetti,  strettamente legati, può verificarsi, come nel Suo caso, che è possibile il riconoscimento dell’invalidità al 100%  ma non il riconoscimento dello status di handicap grave pur in presenza di un’invalidità al 100%.

 Il riconoscimento, infatti,  di handicap è previsto per coloro che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di relazione, integrazione lavorativa e apprendimento. 

L’invalidità invece rappresenta una riduzione della capacità lavorativa, valutata con criteri medico-legali ovvero tramite percentuali.

Ed infine, diverse condizioni  sono previste, anche per   il riconoscimento dei benefici di cui alla legge 335.

Il diritto alla pensione di inabilità così come disciplinata dall’articolo 2, comma 12, legge 8 agosto 1995, n. 335 spetta alle seguenti condizioni:

1) possesso di un’anzianità contributiva di cinque anni di cui almeno tre nel quinquennio precedente la decorrenza del trattamento pensionistico; concorrono alla formazione della suddetta anzianità, eventuali periodi riscattati o ricongiunti presso l’Inps;

2) risoluzione del rapporto di lavoro per infermità non dipendente da causa di servizio;

3) riconoscimento dello stato di assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa conseguente a infermità non dipendente da causa di servizio.

In presenza di una diversa valutazione rispetto alle effettive condizioni di salute, Le rammento la possibilità di poter ricorrere all’Autorità Giudiziaria per la tutela dei propri diritti.

Cordialmente  Avv. Fernanda Elisa De Siena 


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Avv. Fernanda Elisa De Siena

L'Avv. Fernanda Elisa De Siena del Foro di Roma, dove vive ed esercita, si occupa del diritto civile in senso ampio con specializzazione in diritto previdenziale e lavoro, famiglia e minori.