Iron Maiden – Killers, il puzzle si sta componendo

Iron Maiden – Killers recensione album

Dopo un anno  dall’esordio con l’ononimo album,gli Iron Maiden pubblicano subito Killers un altro ennesimo capolavoro nonostante siano passati solo 12 mesi dal precedente. Killers si mette subito in evidenza con un breve intro strumentale The Ides of March,a tratti una vera e propria marcia militare che introduce Wrathchild dove un grandissimo giro di basso di Harris e la voce di Di Anno ripercorrono quella fluidità sonora che finora ha caratterizzato il suono ‘Maiden’. La successiva Murders In The Rue Morgue dopo un intro arpeggiato da ballata si riallinea subito con quel suono metallico e quella struttura armonica che va a sfociare in quel treno vocale di Di Anno che alterna velocità e melodia come solo lui sa fare. Rullo di tamburi e chitarre tirate invece in Another Life dove l’intreccio delle due chitarre fanno da tappeto ad una voce sempre ruvida ma limpida,mentre alla batteria Burr picchia come un martello impazzito. La coralità del gruppo la ritroviamo nella strumentale Gengis Khan dove velocità e ritmo si alternano in riff veloci e puliti per 3 minuti di pura gioia. Innocent Exile introdotta da un giro di basso impressionante di Harris,ci propone il vero stile Maiden dalla ritmica ben sostenuta dai riff chitarristici. Killers invece è un proprio e vero capolavoro musicale: un intro pazzesco di basso accompagna un urlante Di Anno fino all’intrecci delle due chitarre,un vero e proprio capolavoro sonoro,secondo me il pezzo più bello di tutto l’album. Prodigal Song invece è un altro capolavoro sotto spoglie diverse dove il gruppo mette in mostra tutte le capacità di adattarsi a qualsiasi tipo di sound. Prodigal Song è molto zeppeliniana,più ‘leggera’ rispetto a quello che il gruppo ha proposto finora. Purgatory invece ci riporta di nuovo alle ‘vecchie’ sonorità Maiden dove velocità e tecnica sono sempre in gran risalto grazie anche al nuovo chitarrista Adrian Smith. L’album si conclude degnamente con Drifter un brano di grande personalità di esecuze coralità. Killer è in un certo modo l’album che conferma ciò che di buono era stato fatto con l’album d’esordio ma segna però la fine della permanenza di Paul Di Anno all’interno del gruppo. Infatti il cantante dopo il tour abbandona il gruppo sostituito da Bruce Dickinson.

Se t’interessa leggi anche:

Tracklist

N.B. Gli asterischi rapresentano il mio indice di gradimento.

  • The Ides of March (*****)
  • Wrathchild (*****)
  • Murders in the Rue Morgue (****)
  • Another Life (****)
  • Genghis Khan (*****)
  • Innocent Exile (****)
  • Killers (*****)
  • Prodigal Son (*****)
  • Purgatory (****)
  • Drifter (****)

Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp

Antonio Murante

Sono nato a Salerno nel 1971, romano d'adozione, amo dipingere,suonare il basso,amo la musica in tutte le sue forme ed è l'unica cosa a cui non rinuncerò mai.
Follow Me: