Iron Maiden – Piece of Mind, prigionieri di una fede

Iron Maiden Piece of Mind recensione album

Piece of Mind è il quarto lavoro in studio degli Iron Maiden e oltre ad avere il dovere di confermare tutto quello che era stato fatto finora ha dato ancora una spinta a produrre un qualcosa di migliore. Piece Of Mind io ritengo che sia il miglior album del gruppo,anche perchè quello che ha le sonorità più mature e ricercate rispetto ai precedenti. In Where Eagles Dare è la batteria di  Nicko McBrain a regalarci l’intro in un lungo brano dove è proprio la batteria a dettare i tempi al susseguirsi dei diversi riff chitarristici di Murray e Smith alle chitarre. A seguire subito il capolavoro di Revelations, uno dei brani più belli di tutta la produzione degli Iron Maiden, un rock potente intervallato da arpeggi che rende il brano un qualcosa di spettacolare. Anche il basso di Harris è un qualcosa di spettacolare dando quel suono morbido ma nello stesso tempo duro e potente. Flight Of Icarius è un bel rock tirato dall’inizio alla fine con una ritmo sempre incalzante e in crescendo che scorre in un assolo finale da brividi. Un breve ritorno alle origini lo troviamo in Die With You Boots On dove il suono grezzo ci riporta indietro, agli esordi del gruppo.  The Trooper anche se ha un sound più veloce rispetto alla precedente resta più orecchiabile e quasi radiofonica per il genere,infatti verrà lanciato anche come singolo insieme a Flight Of Icarius. Still Life dal punto di vista strumetale è davvero molto bella. Il sincro e la coralità delle due chitarre da quel sound compatto propriamente dei Maiden. Stesso discorso vale per Quest for Fire e la cavalcante Sun and Steel anche se la seconda risulta più cavalcante della precedente. L’album si conclude con l’emozionante To Tame a Land . Dopo un intro epico,il basso di Harris scandisce i tempi seguito dalle due chitarre. Uno dei pezzi più belli dell’album.

Con Piece of Mind gli Iron Maiden ricalcano bene il solco da seguire regalandoci davvero un grande album,per certi versi più ‘unito’ a livello sonoro dove la tecnica e una grande parte lirica non sono mai banali e mettono in risalto le qualità e la coralità del gruppo che finora non ha deluso nessuno.

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Tracklist

N.B. Gli asterischi rapresentano il mio indice di gradimento.

  • Where Eagles Dare (*****)
  • Revelations (*****)
  • Flight of Icarius (*****)
  • Die with Your Boots On (****)
  • The Trooper (****)
  • Still Life (****)
  • Quest for Fire (****)
  • Sun and Steel (****)
  • To Tame a Land (*****)

Antonio Murante

Sono nato a Salerno nel 1971, romano d'adozione, amo dipingere,suonare il basso,amo la musica in tutte le sue forme ed è l'unica cosa a cui non rinuncerò mai.
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