Iron Maiden – Somewhere in Time, in qualche parte del tempo

Iron Maiden – Somewhere in Time, recensione album

Messo da parte il passato con Powerslave, gli Iron Maiden si proiettano in un futuro robotico con Somewhere in Time e si nota subito con l’introduzione dei sintetizzatori che completano la sfera sonora del gruppo. Somewhere in Time è un vero capolavoro,già con Caught Somewhere in Time ci rendiamo subito conto che sarà un bel viaggio. Le chitarre di Murray e Smith dopo un inizio in syncro si intrecciano in alcuni passaggi davvero spettacolari dando quella compattezza di sostenuta rispetto al precedente album. La storia si ripete con Wasted Years,dove l’intro della chitarra resterà uno dei riff più belli del rock,mentre la canzone rimane potente su un ritornello semplice e orecchiabile. Sea of Madness invece è uno dei pezzi più interessanti dell’album,dove la voce urlata di Dickinson ripercorre quel tappeto rock dettato dalla ritmica,molto bella anche la parte strumentale centrale. La successiva Heaven Can Wait invece risulta molto orecchiabile anche se il sound veloce presenta intrecci di chitarre molto belli. Una prima perla la incontriamo con The Loneliness of the Long Distance Runner segnata da quel riff di chitarra iniziale che introduce la voce di Dickinson sempre all’altezza della situazione.Anche la successiva Stranger in a Strange Land anche se più lenta rispetto alle precedenti pur non essendo una vera e propria ballata ha quelle atmosfere tranquille. Bello l’interludio tra chitarra e basso prima del finale elettrico e cavalcante.Credo che sia il pezzo migliore dell’album. Molto bello è anche l’intro di Dejà Vu che da lento ci introduce in un sound ‘nervoso’. La marcia che introduce Alexander the Great molto lenta inizialmente diventa potente e cavalcante dall’inizio alla fine in un brano dove vari stacchi musicali di grandissmo spessore ci regalano otto minuti di pura musica,quella con la M maiuscola.

Somewhere in Time è davvero un grande album dopo lo ‘svogliato’ Powerslave che mette in risalto le grandi qualità e l’affiatamento dei vari elementi del gruppo. Ormai gli Iron Maiden sono diventati un avera e propria macchina da guerra che tra tour e produzioni di album con una sequenza impressionante (praticamente 1 all’anno)  tendendo alto il nome dell’heavy metal.

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Tracklist

N.B. Gli asterischi rapresentano il mio indice di gradimento.

  • Caught Somewhere in Time (*****)
  • Wasted Years (****)
  • Sea of Madness (****)
  • Heaven Can Wait (****)
  • The Loneliness of the Long Distance Runner (****)
  • Stranger in a Strange Land (*****)
  • Deja Vu (****)
  • Alexander the Great (*****)

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Antonio Murante

Sono nato a Salerno nel 1971, romano d'adozione, amo dipingere,suonare il basso,amo la musica in tutte le sue forme ed è l'unica cosa a cui non rinuncerò mai.
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