Italia in cerca di corona bond, a cosa ci porterà tutto questo?

Economia, politica e coronavirus, un intreccio senza fine, alcune considerazioni.

Sembra che questo inverno non abbia a finire mai. Ancora freddo e neve. Per fortuna che la neve non si attacca bene sulle strade, e nonostante il blocco tra le città si può ancora viaggiare. Ho un lascia passare per lavoro, sono sia proprietario della società di ragioneria e contabilità aziendale che il suo direttore, per cui vivendo fuori Zagabria, no ho diritto.  Questo freddo potrebbe compromettere parte della produzione agricola. Il caldo che abbiamo avuto fino ad una settimana fa ha di fatto iniziato la fioritura e molti insetti impollinatori quali le farfalle e soprattutto le api sono sotto pressione e la fioritura pure, in questo momento. Dicono che le temperature da questo fine settimana cambierà e ritorneranno le temperature primaverili. Qui si legge la mia anima  „agricola”, i miei primi studi. 

Economia e politica: incidenza del Covid-19

I “secondi“ invece sono quelli “contabili” quelli che mi danno da vivere. Come “economista” sono molto preoccupato dell’avvenire non solo per la mia Croazia, ma anche per la mia patria natia, l’Italia. Ma per parlare di economia devo prima far riferimento ad alcuni commenti ricevuti ieri.

Soprattutto da quelli di profonda fede governativa. Infatti si vuole giustificare questo governo (ma si intende: 5S) perché fatto di onesti e non inquisiti, per questo acerbi alla situazione.

Va bene ma se non sbaglio sono in coalizione con il partito più inquisito della storia italiana, ritenuto dagli stessi M5S il partito di Bibbiano, il partito delle tangenti e via dicendo. Tra i commenti poi ho trovato anche un riferimento  relativo al fatto che una volta eletto (non so se diretta esperienza o per sentito dire) si deve fare quello che gli si dice, e tanti saluti alla democrazia.

Ma allora mi è chiaro il perchè esiste il gruppo misto alla Camera e al Senato. Compravendita di parlamentari? Non entro nel merito a questo punto,  così come non voglio entrare nel contesto politico con nessuno. Ma bisogna ammettere che quello che sta succedendo nel governo italiano mi lascia dei dubbi. Nessuno è perfetto, ma in questa coalizione “lo fanno un pò strano” (usando le parole di Verdone). 

Corona Bond: quale sarà la vera convenienza?

Visto da fuori questa coalizione “strana” sta portando l’Italia alla bancarotta. Entriamo nel contesto economico ora. Si parla di MES, di eurobond (li chiamano corona-bond, sig.), ma a nessuno passa per la mente, nonostante analisti internazionali che ogni giorno ci informano che tali sistema di finanziamento può portare ogni paese richiedente alla rovina, di evitare di richiedere aiuti di questo genere. È una pazzia!

Seguite il mio ragionamento. Attualmente in Italia, purtroppo anche da noi, i governi non sembrano aver capito che cosa sta succedendo. Per prima cosa fanno chiudere i negozi non indispensabili. Ma quali sarebbero.

Ogni attività nata nel tempo ha una sua ragione di esistere e di lavorare. Fanno chiudere i mercati rionali (da noi sono molto usati) dove normalmente i piccoli produttori agricoli, o di allevamento,o  pruduttori di latticini, o vivaisti e molti altri, che in italia ad esempio sono settoriati in piccoli negozi localizzati nelle loro zone e via discorrendo, sono prossimi a morire, se non verranno salvati.

I loro prodotti rimangono nei magazzini, ma fino a quando, sarà possibile. Che spreco di beni primari e freschi, legati ai valori della tradizione locale. Molti cittadini rimarranno senza lavoro, e molti piccoli imprenditori potrebbero perdere tutto, svendendo il suo patrimonio per poter campare.

Questo è un problema da non sottovalutare. Se dobbiamo chiedere tutto decreto, se dobbiamo rimanere a casa per decreto, allora il governo ha la responsabilità di finanziare tutto questo in questo momento e dopo la crisi. I tedeschi sono pronti a farlo.

Hanno addirittura alzato le cifre dell’investimento fino a 1500 mild, seconda solo agli USA. L’Italia che fa? Ha deciso d’indebitarsi. Chiedendo alla EU dei prestiti. Pure in Croazia si parla di prestiti dalla EU, ma si spera in piano di intervento germanico a nostro favore.

I croati sono nella zona cosiddetta “marco” tedesco da sempre, e da sempre sono stati aiutati da loro, anche se lo scambio commerciale italiano con la Croazia è sempre, secondo del periodo, posizionato dal primo al terzo posto, essendo poi un paese piccolo, senza riserve auree, senza propri asset produttivi, patrimoniali e di risparmio che ha che invece l’Italia ha (il suo valore complessivo che di 4.000 mild), deve dipendere da loro.

Nonostante, abbiamo ancora una moneta propria per cui potremmo stamparne quanto ne vogliamo, anche andando in defoult (in questo momento non è importante) potremmo anche sopravvivere senza aiuti. Vedremo cosa deciderà il governo croato. Ma l’Italia chiederà prestiti alla EU? Se si, siamo alla follia.

Se l’economia è stata fermata per decreto, non è colpa di chi produce, di chi vende di chi compra, per cui  gli interventi devono a fondo perduto, anche a costo di uscire dalla zona euro. Tanto l’Italia non è era pronta ad entrare prima, e non avrebbe dovuta entrarci mai (c’e lo hanno pure detto), eppure c’è e ne paga le conseguenze. La Germania no!

Ci aspetta un tracollo dell’euro senza precedenti

Dagli analisti internazionali, da JP Morgan in avanti vedono un tracollo della zona euro senza precedenti. L’Italia in primis, con un defoult otre il 10% (dicono fino al 20%), altro che l’1% detto dal Gualtieri (che poi economista non è). È molto probabile che la stessa EU sarà distrutta. Un sistema elefantiaco di bizantina memoria, distrutta da un piccolo virus, invisibile e incontrollabile. Non è una barzelletta?

È come quei film dove un’invasione aliena viene vinata dai germi e virus del pianeta, e non dai suoi abitanti.


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Edoardo Fumagalli

Nato in provincia di Bergamo, diplomato Perito agrario, ho intrapreso gli studi di architettura, poi trasferito in Croazia a metà degli anni novanta, dove ha studiato ragioneria. Ho fatto anche gli studi di economia e commercio, ma non ho conseguito la laurea, per via della impossibilità lavorativa (non abbiamo nessun tipo di scuole di sostegno). Fondatore e direttore di una società di supporto alle imprese estere per lo sviluppo di attività in Croazia, nel 1996, trasformato in società di ragioneria amministrativa, e fondatore di uno studio di consulenze fiscali, nata per la naturale trasformazione del sistema politico economico che si ha anche in Croazia. Iscritto nella camera dei commercialisti, ragionieri e consulenti fiscali, della Repubblica di Croazia al n. 92035833. Sono stato consulente e segretario nella Associazione di ortopedia italo-croata ICORA, organizzando meeting, congressi e creazione di una scuola internazionale di ortopedia, non chè consulente e segretario della associazione italo-croata ATT, per l'integrazione della Repubblica Croata in Europa e fondi europei, partecipando ai programmi, Central Europe, MED, Andrion, LIFE, interreg, IPA, quindi conferenze e meeting.