Iva se aumenta passa dal 22% al 25%, scatta una stangata di 480 euro, chi paga?

Cosa pesa sulla testa delle famiglie italiane? Un aumento dell’Iva ordinaria fino al 25%, mentre l’Iva intermedia si posizionerebbe sul 13%.

L’aumento Iva un pericolo che bussa alla porta del nostro Bel Paese. Non ha ancora avuto la fiducia e il governo Lega-M5S deve scongiurare l’imminente ostacolo dell’aumento Iva. Il governo per evitare le clausole di salvaguardia dovrebbe reperire circa 12,5 miliardi di euro, già dalla Legge di Bilancio che andrebbe approvata verso la fine dell’anno in corso. La restane parte di circa 19 miliari dovrebbe essere preparata per il 2020.

Cosa succede se mancano questi fondi? Scatta l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto per il 2019. In parole semplici aumenterebbero le aliquote dal 2019 relative all’Iva ordinaria che dal 22% passerebbe al 24,2% scaglionata in aumento per l’anno successivo, fino portarsi al 25% nel 2021. L’aliquota intermedia che dal 10% passa al 11,5% fino a toccare il 13% nel 2020. In questo caso si presuppone una contropartita gravosa sulla testa degli italiani pari a 480 euro a famiglia valore dovuto dall’effetto dell’imminente calo di consumi. Una stima posta in essere da Confesercenti sull’andamento dovuto all’aumento dei prezzi e il rispettivo calo dei consumi.

Aumento Iva in contropartita diminuiscono i consumi

Aumenta l’imposta sul valore aggiunto cioè l’Iva su tutti i prodotti, di conseguenza, la Confesercenti stima che le famiglie potrebbero reagire con un calo di consumi. Dai dati emerge una perdita presumibile di circa mezzo punto pari al -0,5% sui consumi rilevabile già a partire dal 2019, con una flessione che raggiungerebbe -0,8% nel 2020 mentre arriverebbe nel 2021 toccando -0,9%.

Aumento Iva o una manovra correttiva sette decimi di Pil?

Se da un lato l’aumento dell’Iva graverebbe in modo molto pesante sull’economia del Paese, dall’altra parte per evitare la clausola di salvaguardia, il nuovo esecutivo dovrebbe girare una manovra correttiva di circa sette decimi di Pil. Dati alla mano a correre rischi non sono solo le famiglie che dovrebbero fare i conti con l’aumento di tutti i prodotti al consumo, ma si minerebbe quella flebile ripresa economica. Valutato, che mancherebbe quella svolta sui consumi necessaria per incrementare l’economia del Paese.

La simulazione della Confesercenti

La Confesercenti ha provveduto a valutare attraverso un team di esperti una simulazione degli effetti che produrrebbe l’aumento dell’Iva sui consumi. Inutile dire che il risultato non è stato tra i più felici, anzi a soffrire con il popolo a braccetto l’intera economia italiana. Un quadro quasi apocalittico, dove in misura di Pil porterebbe un calo di circa lo 0,3%, per il prossimo anno 0,4% fino al 2021. Come contropartita un Paese povero dove manca la materia prima, in termini di potere d’acquisto delle famiglie.

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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein