Joy Division- Closer, l’ultimo viaggio…annunciato

Closer l’album sul malessere esistenziale dei Joy Division.

 Closer dei Joy Division è da considerarsi l’apice dell’intero movimento dark wave e post punk,il punto di riferimento,la massima espressione ma anche il testamento di Ian Curtis.

Closer rappresenta anche il punto finale del capitolo Joy Division,un gruppo dove il malessere e la tristezza per il mondo di Ian Curtis possono essere paragonati al pessimismo cosmico di Leopardi.

Questo è il modo in cui, passo all’interno ” questo è l’urlo lanciato da Ian Curtis in Atrocity Exhibition il modo che ci introduce nel suo vero e proprio malessere personale,un invito a passare dal mondo reale ad un mondo oscuro,il suo. Atrocity Exhibition è una danza lugubre stile dark punk, uno dei punti più neri dell’intera produzione Joy Division un giro di basso lineare dall’inizio alla fine da quel senso di buio dell’anima. Isolation dalle sonorità più dark wawe,ipnotica nella sua ripetitività dei synth mette ancora in risalto la desolazione dell’anima. Passover non è altro il seguito di un groove minaccioso dove anche i testi ci riportano ad un imminente fine: ‘This is the crises I knew had to come’, come se fosse l’annunciazione di un qualcosa che sta per avvenire in maniera plateale.

‘Colony’ è il manifesto della solitudine,dove il mondo reale fatto di affetti e sentimenti è completamente inesistente nel mondo di Curtis. L’ipnotico giro di basso in A Means To An End e Heart and Soul è scandito dalla sfiducia di tutto ciò che rimane della fine di tutti i rapporti con il mondo esterno. 24 Hours è un vero e proprio capolavoro musicale dove un’alternanza di ritmi da sfogo a quello che dovrebbe essere ‘l’ultimo messaggio’. The eternal è un’altra perla di Closer,questa volta non troviamo quel basso martellante ma una lunga melodia su un piano a dir poco sublime nella sua semplicità.Una sorta di battito cardiaco che sta per spegnersi lentamente. A mio avviso una delle più belle canzoni degli ultimi 30 anni. La finale Decades è una sorta di epilogo,il titolo di coda dove la tristezza e la solitudine si trasformano in arte, un finale di un album che disegna un quadro destinato alla morte e al nichilismo assoluto.

 

Tracklist

N.B. Gli asterischi rappresentano il mio indice di gradimento

Tracklist

  1. Atrocity Exhibition (*****)
  2. Isolation (****)
  3. Passover(****)
  4. Colony (****)
  5. A Means To An End (****)
  6. Heart And Soul (****)
  7. 24 Hours (*****)
  8. The Eternal (*****)
  9. Decades (****)

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Antonio Murante

Sono nato a Salerno nel 1971, romano d'adozione, amo dipingere,suonare il basso,amo la musica in tutte le sue forme ed è l'unica cosa a cui non rinuncerò mai.
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