L’ Alga tossica continua a minare l’estate: ecco dove

L’ Alga tossica continua a minare l’estate. La presenza di tale “ospite” microscopico che potrebbe rovinare la stagione balneare.

La presenza di Alga tossica continua a minare l’estate. Cosa fare? Quasi tutte le spiagge temono la presenza di tale “ospite” microscopico che potrebbe rovinare la stagione balneare.

Cos’è l’alga tossica?

Si tratta di Ostreopsis ovata. Invisibile ad occhio nudo, ma quando proliferano creano degli ammassi bruno-rossastri.. L’alga cresce sui litorali a prevalente natura rocciosa, soprattutto quando le acque sono calde e calme. É un fenomeno che si starebbe verificando da quando vi è  la tropicalizzazione del clima.

Cosa accade?

Quando si verifica la fioritura dell’alga, le acque in superficie possono presentare colorazioni anomale e talvolta chiazze schiumose biancastre e marroni od opalescenza o materiale di consistenza gelatinosa in sospensione. Sott’acqua l’alga può manifestarsi come una pellicola bruna che avvolge gli scogli o i ciottoli sul fondo. Durante il fenomeno della fioritura mareggiate, venti dominanti provenienti dal mare, si possono verificare dei malesseri (per lo più lievi e transitori), sia nei bagnanti che nelle persone che sostano sulla spiaggia o nelle zone circostanti. Si raccomanda, nel caso di sospetta presenza di alghe tossiche, di evitare di bagnarsi con l’acqua marina e di allontanarsi dalla spiaggia. È stato accertato che sono sufficienti spostamenti di alcune decine di metri per eliminare o attenuare tali malesseri, in alcuni casi,pare, che  i disturbi si risolvano soggiornando in locali dotati di impianto di condizionamento.

Il pericolo c’è quando si fa il bagno, ma le tossine vengono inalate anche stando a riva perché le onde che si infrangono sul bagnasciuga generano miriadi di goccioline che si disperdono nell’aria. I sintomi dell’intossicazione sono:  febbre alta, congiuntiviti, problemi respiratori e dermatiti da contatto. Le tossine prodotte dalle alghe possono entrare nella catena alimentare pertanto sono  a  rischio molluschi  e ricci.

Dove si manifesta?

La presenza di quest’alga è stata segnalata quindi lungo le coste genovesi, tirreniche laziali, nelle acque dell’Emilia Romagna, ioniche e dell’Alta Toscana, nonché in Sicilia, Puglia, nel mare di Gaeta e nell’Alto Adriatico. Si invitano pertanto i bagnanti a consultare le varie ordinanze che solitamente vengono emanate a seguito di sopralluoghi delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale.

Le conseguenze

La presenza nelle varie zone balneari crea preoccupazione per gli operatori economici.  In questi giorni di fine luglio la presenza dell’alga è segnalata  in Puglia. Nell’attesa che questo inconveniente sia debellato si potrebbero usare le piscine oppure  approfittare per visitare e scoprire  luoghi non balneari come Alberobello e Valle d’Itria oppure approfittare per una passeggiata nei centri minori della Murgia.

Mariangela Palmisano

Guida ed accompagnatrice turistica. Giornalista pubblicista da luglio 2016. Mamma di 3 figli (Cosimo, Anna e Francesco Pio) Presidente de "l'occhiazzurra" una associazione culturale fondata dalla mia defunta cugina la poetessa Angela Palmisano. Amo il mio Paese e non amo le ingiustizie e le persone incoerenti.
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