La crociera diventa un incubo ed i passeggeri gridano alla rivolta

Una crociera che si annunciava come sogno è diventata un incubo in cui i passeggeri hanno pensato bene di gridare alla rivolta.

Per tutti il termine crociera è sinonimo di relax, di viaggi, di armonia e finalmente si stacca la spina dalla vita di tutti i giorni. Insomma, il caso che vi stiamo per raccontare si annunciava come sogno, come tutte le crociere, per poi diventare un incubo. Stiamo parlando della crociera tra Amsterdam e l’Islanda con 9 destinazioni in 4 Paesi diversi, che ha visto come protagonisti centinaia di passeggeri a causa di porti dove era impossibile attraccare a causa del maltempo e passeggeri costretti a bordo per giorni con servizi, compresi quelli igienici, che non erano nemmeno sufficienti. Inutile dire che la tensione è arrivata alle stelle.

Crociera da sogna che diventa una crociera da incubo, i passeggeri vogliono i soldi indietro

Come racconta su Facebook Snowy Dey, una delle passeggere:

“Ci siamo imbarcati da Southampton e ci hanno subito detto che non ci saremmo più fermati al porto di Amsterdam sostituito da quello di Le Havre, in Francia. Quando siamo arrivati in Francia però il capitano ha annunciato che non avremmo potuto attraccare a causa del maltempo e abbiamo proseguito per la Norvegia. In Norvegia invece che nei previsti 3 porti ci hanno fatto fermare in 5 perché ancora una volta i due porti dove avremmo dovuto fermarci in Islanda sono stati sostituiti”

A causa dell’attracco negato anche nel porto di Greenock, luogo situato in Scozia con una deviazione,  i passeggeri sono stati costretti ad altre ore e ore in mare.

Ad un certo punto esplode una rivolta sia dal vivo, ma anche sui social con un account Twitter dedicato ai ‘viaggiatori della Norwegian Spirit, 14 giorni all’Inferno’ e i video postati su Facebook e Youtube.

Come dice ancora Snowy Dey :

“I passeggeri devono essere rimborsati per il tempo e il costo della crociera, per le escursioni perse, per i costi di servizio e la differenza delle tariffe portuali”.

Ma questa rivolta non ha nulla di vittimistico in se, dato che tutti i passeggeri hanno capito che l’intenzione della compagnia era quella di pagare solo una parte di indennizzo.

Di conseguenza, hanno fatto esplodere il malcontento con una vera e propria manifestazione a bordo al grido di “rimborso rimborso”.

 

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.