La donazione del sangue: un meraviglioso gesto d’amore che salva la vita

Donare il sangue è un gesto meraviglioso che può salvare una vita. In questo periodo di pandemia da Covid-19, la richiesta è continua.

La donazione del sangue è un gesto meraviglioso, il plasma, opportunamente trattato e conservato, è necessario per aiutare malati con gravi patologie o permettere interventi chirurgici estremamente delicati.

Donazione del sangue: necessità continue

Dato l’alto numero di pazienti (circa 2000) che ogni giorno, sia nei reparti di medicina che in quelli di chirurgia degli ospedali italiani, attendono una “vitale” trasfusione di sangue, le scorte di questo indispensabile elemento sono sempre insufficienti a coprire l’elevata richiesta tanto che il Centro Nazionale Sangue (CNS) – tramite l’hashtag dell’Avis “ESCOSOLOPERDONARE”- cerca di spronare coloro i quali, in possesso dei dovuti requisiti, siano disponibili a proporsi per questa meritoria forma di solidarietà umana.

Sicurezza dei prelievi

I Presidi che si occupano del prelievo della conservazione e della consegna del sangue seguono ferree e codificate regole di sicurezza ( come ad esempio siringhe, aghi e sacche contenitive sterili, stanze di prelievo controllate e sanificate, conservazione del plasma alle necessarie temperature) anche per evitare il propagarsi di contagiose malattie trasmissibili con le trasfusioni come l’HIV, che andrebbero a debilitare ulteriormente fisici già provati da altre patologie.

Salute del donatore

Prima di iniziare il prelievo, il donatore, normalmente tra i 18 ed i 65 anni di età, viene sottoposto ad accertamenti e controlli volti a stabilire il suo stato di salute; questo consente, anche, al trasfusore di tenersi aggiornato sulla propria condizione fisica e poter immediatamente curare, magari dall’insorgenza, eventuali malattie.
Doniamo il sangue: questa pratica fa star bene noi ed è determinante per la cura e la sopravvivenza di tanti malati che abbisognano di trasfusioni.

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Dott. Bruno Cotronei

Bruno Cotronei, magistrato emerito ha svolto per 37 anni l'attività giurisdizionale iniziando correnti di valutazione giuridica utilizzate ora anche dalle Alte Corti; studioso di storia e scienza dell'alimentazione ha approfondito ricerche, per la prima, sull'età contemporanea e,per la seconda,sulle fibre alimentari e la loro incidenza sul regime alimentare; cultore di sport e giornalismo è stato un atleta amatoriale e ha collaborato per molti anni con il Gruppo Editoriale Pellegrini di Cosenza.