La marijuana Light legale in Italia: il Ministero ha dato il via

Marijuana Light legalizzata: ecco le regole che bisogna rispettare, tutte le novità.

Marijuana light – Il ministro delle politiche agricole ha dato il via alla commercializzazione delle infiorescenza, non è più necessaria l’autorizzazione.

Ecco quali novità introdotti

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con una circolare ha liberalizzato la Marijuana light a basso contenuto di THC.

Questa circolare chiarisce alcune regole previste nella legge 242/2016 entrata poi in vigore a gennaio 2017.  Si ribadisce i parametri da rispettare per la coltivazione di canapa sativa, uno di questi è il valore di THC, il delta-9-tetraidrocannabinolo, uno dei due principi attivi della pianta. L’altro principio è il CBD, cannabidiolo, questo a differenza del THC non è psicoattivo, non influisce sul sistema nervoso centrale. Il CBD è stato legato negli anni alla cura di malattie come il cancro. Questo è stato anche studiato dagli scienziati del California Pacific Medical Center Research Insitute e dell’Università di Rostock.

La cannabis legale deve avere un THC nei limiti del 0.2 ma può arrivare a 0.6. in caso in cui questo limite non è rispettato scatta il sequestro o la distruzione della coltivazione.

La novità sulle infiorescenze

Il provvedimento chiarisce anche le regole sull’infiorescenza della cannabis legale. Viene chiarito qual è la normativa su di essa. Ecco quali sono:

  1. Per la riproduzione di piante di canapa è consentito usare solo seme certificato;
  2. La riproduzione per via agamica i materiali destinato alla prodizione per la successiva commercializzazione di prodotti derivati è vietato;
  3. Il coltivatore è obbligato a conservare per 12 mesi l’incarto delle sementi e i documenti di acquisto;
  4. Le piantine vendute per scopo ornamentale si può senza autorizzazione
  5. L’attività vivaistica è regolamentata dall’art 19 e 20 del decreto legislativo 214/2005
  6. Ai fini commerciali, per la vendita di piante di canapa bisogna rispettare la normativa UE e italiana in materia.

Inoltre, anche se nella legge n. 242 del 2016, non sono citate espressamente le infiorescenze, né tra le finalità della coltura né tra i suoi possibili usi, rientrano nell’ambito delle colture destinate al florovivaismo, ma tali prodotti devono rientrare nelle varietà ammesse, iscritte nel Catalogo delle varietà delle specie di piante agricole. Il contenuto TCH non deve superare il limite per legge e il prodotto non deve contenere sostanze dannose alla salute.

I produttori soddisfatti

A questa circolare i produttori sono molto contenti, il loro porta voce è Luca Merola, ideatore di un noto marchio italiano di produzione di marijuana light. Merola ha commentato che la legalizzazione della cannabis light è una grande vittoria. Tutti i produttori sono soddisfatti di questo traguardo raggiunto ed ora possono lavorare nell’assoluta legalità.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.