La morte improvvisa può essere evitata con la risonanza magnetica

La morte improvvisa, come evitarla con la risonanza magnetica.

Uno studio dimostra come la risonanza magnetica scopre la metà delle cardiopatie che causano le aritmie killer che provocano la morte improvvisa, esattamente identifica con precisione la malattia o le anomalie all’origine di un’aritmia ventricolare maligna, difetti che possono sfuggire ad altre tecniche di imaging.

Vediamo cosa ci dice lo studio fatto

Le aritmie ventricolari maligne sono spesso la causa delle morti cardiache improvvise dei giovani e solo con una diagnosi precoce ci può salvare intervenendo prima che le alterazioni del ritmo cardiaco diventino fatali. Ad oggi per identificare la cardiopatia l’esame di riferimento è l’ecocardiografia, che purtroppo non sempre riesce a rilevare risultati patologici anche in pazienti con aritmie significative.

Uno studio fatto su 946 pazienti con aritmie gravi ha evidenziato come con l’ecografia non si sono avuti esiti patologici, invece facendo la risonanza è stato diagnosticato al 25,5% dei casi una cardiopatia strutturale e nel 19,7% ha evidenziato anomalie in termini di volume cardiaco, funzione e cinetica della parete.

Rilevare queste cardiopatie permette di capire il rischio è fare la prognosi del paziente così da selezionare chi ha indicazione per l’impianto di un defibrillatore automatico, dispositivo salvavita. Il fatto che con la risonanza si sia scoperto una cardiopatia strutturale su un paziente su quattro, è un ottimo risultato, nonostante i pazienti avevano fatto un ecocardiografia in un ottimo centro con operatori molto esperti.

Gli studi fatti hanno confermato in pieno quello che si è sempre pensato con l’esperienza clinica e confermato quanto sia importante continuare la ricerca della causa dell’aritmia, in particolare quando questa appare clinicamente rilevante fin da subito.

La prescrizione della risonanza magnetica non deve essere fatta a tappeto, né avvenire in modo indistinto per tutti i pazienti aritmici, al contrario, all’esame vanno indirizzate in modo mirato le persone che presentano aritmie più gravi.

Con un esame del sangue si può prevedere la morte: cosa c’è di vero?


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