La nuova truffa delle sim telefoniche clonate, come difendersi?

L’ennesima truffa del 2019 è quella che vede la clonazione di sim telefoniche bloccate. E’ possibile, però, difendersi? La risposta è si ed è davvero facile farlo.

La tecnologia è una grande risorsa, è in continuo sviluppo e fonte di ogni progresso per qualsiasi nazione, occidentale e non. La tecnologia, però, deve portare a qualcosa di buono, se usate nel modo sbagliato potrebbe fare delle vittime. Certo, non stiamo parlando di morte e ferite, ma di veder i propri risparmi messi da parte andare via con un semplice click senza che noi ci facciamo caso. Per questo, negli ultimi tempi, la tecnologia è il mezzo più utilizzato dal mondo del crimine per commettere truffe a discapito di altre persone. L’ultima grande truffa prevede la clonazione della propria scheda telefonica, la nostra sim che abbiamo sempre con noi nel nostro cellulare. Com’è possibile che una cosa che abbiamo sempre con noi ci tradisca? Vediamo di seguito.

L’ultima tuffa clona la nostre sim telefoniche e ci svuota il conto corrente

Per clonare una sim ci vuole un bel lavoro di informazioni. Bisogna conoscere praticamente tutto di chi la possiede.

Certo, i truffatori hanno pensato bene di ottimizzare i processi e di farci dire direttamente da noi stessi le informazioni necessarie affinché si arrivi al loro scopo.

Siamo noi, quindi, a fornire loro quello di cui hanno bisogno, e come lo facciamo? Attraverso i social, attraverso a come li usiamo in modo sbagliato, non stando minimamente attenti.

In Italia, le vittime sono clienti di grandi operatori telefonici, come la Vodafone, la Wind , la Tre Italia e la Tim.

Come si arriva a svuotare il conto in banca e il credito residuo?

I truffatori di sim hanno messo su un bel siparietto, molto facile, poco complesso da realizzare che nel giro di poco tempo permette loro di arrivare al punto.

Dopo aver raccolto sui vari social le informazioni generali di una possibile vittima, ne contattano l’operatore telefonico, si spacciano per essa e dichiarano di aver perso la vecchia sim.

Così, ricevono una nuova scheda telefonica da poter accedere facilmente al conto bancario della vittima stessa.

Ma come si fa ad arrivare a questo punto? Semplice, si contatta la banca di cui è cliente la vittima per richiedere la nuova password di accesso temporaneo.

E’ possibile difendersi?

La risposta è sì. In pratica, qualora voi foste l’ennesima vittima della truffa si sim, siete ignari di quello che è accaduto e vi ritrovate per caso la sim bloccata.

Ricevuto questo avviso, non si deve perdere tempo e contattare il proprio operatore e la banca per bloccare tutto.

 

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.