La plastica: perché è così difficile liberarcene

Sicuramente ridurre l’utilizzo della plastica è cosa giusta, ma molte alternative sarebbero più dispendiose e perfino più inquinanti.

Sicuramente ridurre l’utilizzo della plastica è cosa giusta, ma molte alternative sarebbero più dispendiose e perfino più inquinanti. I nostri premier a maggio hanno deciso che entro due anni dovranno sparire piatti, posate, cannucce, aste per palloncini e bastoncini cotonati in plastica. Ricordiamo che l’Italia, è di tutto questo, il maggior produttore Europeo, ma ormai la crociata contro la plastica è iniziata e non guarda più in faccia a nessuno.

Vediamo dove la plastica inquina

L’impatto negativo della plastica è peggio di quello che possiamo immaginare, non si limita solo all’inquinamento dei mari, infatti nei terreni, dicono gli esperti, si cela una quantità di plastica superiore 4/23 volte che negli Oceani. Altre ricerche mostrano come le plastiche sono arrivate nelle falde acquifere, nell’aria e perfino nella pioggia. Gli scienziati dicono che la nostra epoca potrebbe chiamarsi Plasticene, i responsabili sarebbero gli idrocarburi che alimentano la produzione dell’energia e quella della plastica. Ogni anno i rifiuti di plastica causano danni agli ecosistemi, commercio, pesca, turismo, per svariati miliardi di euro. Ci sono anche effetti gravi e inaspettati come: i rifiuti ostruiscono il deflusso delle acque alluvionali creando allagamenti, favoriscono la proliferazione delle zanzare portatrici della malaria, ma soprattutto sono arrivati nel nostro corpo con effetti sulla nostra salute devastanti.

Gli effetti sulla nostra vita all’eliminazione della plastica

Iniziano a diffondersi i primi materiali alternativi, ma non siamo ancora in condizioni di rinunciarci definitivamente. Alcune società hanno fatto due conti e possono affermare che rinunciare alla plastica e passare a materiali alternativi farebbe lievitare il peso dei prodotti di 3,6 volte, il consumo di energia di 2,2 volte e le emissioni di gas di 2,7 volte. Possiamo così confermare che eliminare la plastica non diminuirebbe l’inquinamento, ma lo farebbe aumentare. Farebbe aumentare anche lo spreco di cibo, senza le vaschette di plastica sottovuoto la carne durerebbe 4 giorni invece di un mese, le banane 15 giorni e non più 36. La plastica, udite bene, ci salva anche la vita, i cateteri, le protesi e gli organi artificiali, dal seno al cuore, sono tutti fatti in plastica, poiché inattaccabili da muffe, parassiti e batteri.

Vediamo cosa hanno scoperto gli studi sull’uomo e la plastica

Gli indizi sono tanti, nulla di certo, le microplastiche sono nel nostro corpo, degli effetti non se ne è ancora certi ma alcuni studi possono già dirci qualcosa, andiamo a vedere cosa:

Respirazione: attraverso naso e bocca si possono inalare particelle di plastica pari a 25 micron.

Sangue e tessuti: le più piccole microplastiche sono in grado di penetrare nel flusso sanguigno, nel sistema linfatico per poi raggiungere il fegato, sono state trovate tracce di bisfenolo che è un additivo della plastica nel sangue.

Cibi: le plastiche sono state trovate nei pesci, nel sale, miele, zucchero, polpa frutta e verdura.

Polmoni: le microplastiche inferiori a 5 micron arrivano nei tessuti polmonari, le inalazioni possono indurre infiammazioni acute o croniche.

Feci: una ricerca ha evidenziato presenza di microplastiche nelle feci volontari di tutto il Mondo, ne sono state trovate 20 ogni 10 grammi di feci.

Urina: in ben 92% di campioni di urina, sono stati trovati additivi della plastica, parliamo di bisfenolo A e ftalati.