La prof che usa Whatsapp per insegnare parole nuove ai suoi alunni con il messaggio della buonanotte

La prof che insegna vocaboli nuovi ai suoi alunni tramite Whatsapp: usa la tecnologia per parlare la lingua dei suoi studenti.

Chi dice che tutti i social vengono per nuocere? Basta sapersi adattare alle abitudini dei ragazzi per poter entrare nei loro mondo e poter insegnare loro in un modo per loro piacevole. E questo lo ha capito Carla Romoli, una docente che ogni sera invia ai propri studenti un messaggio vocale con la buonanotte tramite Whatsapp spiegando un vocabolo nuovo.

L’insegnante ha capito che la tecnologia poteva essere uno strumento di comunicazione con i suoi alunni e lo ha sfruttato.  “Ciao ragazzi, la parola di stasera è: abisso. Significa profonda voragine, viene dal greco: luogo senza fondo. Buonanotte!”.

Un messaggio che manda tutte le sere con un vocabolo nuovo, prima di cena. In un mese i ragazzi hanno già collezionato una trentina di vocaboli nuovi e la prof assicura che continuerà fino alla fine dell’anno e per tutto il prossimo prefiggendosi di insegnare ai suoi alunni almeno 400 vocaboli in più alla fine delle scuole medie.

“L’idea delle parole per la buonanotte mi è venuta da una trasmissione radiofonica dove dei conduttori burloni chiedevano per strada il significato della parola motto.Chi faceva finta di aver capito otto, chi cotto. Ma nessuno lo sapeva. Ed erano tutte persone tra i 20 e i 35 anni, se non di più. Ho pensato che i mie ragazzi, appena dodicenni, avrebbero saputo rispondere perché avevamo studiato Boccaccio e i motti leggiadri nella novella di Madonna Oretta. Ne sono andata fiera, ma al tempo stesso ho pensato a quanto fosse stato importante arricchire il loro lessico. Se sei padrone del lessico la comunicazione verbale e affettiva non è più un problema: sai esprimere le tue emozioni. È la povertà lessicale che si trascina dietro il vuoto. Se poi si attribuisce un significato alle cose, un giusto nome, esse possono prendere vita. È un regalo reciproco: gli studenti imparano ad amare le parole e queste li ricompensano aprendo loro scenari sconosciuti”.


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Redazione

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