La vecchia Tasi va in pensione e nasce la nuova Imu unificata 2019

È possibile una nuova imposta sugli immobili, unificando Imu e Tasi, ciò per una semplificazione delle aliquote. Ecco tutte le novità

È possibile una nuova imposta sugli immobili, unificando Imu e Tasi, ciò per una semplificazione delle aliquote.

L’Imu è l’imposta municipale unica, mentre la  Tasi è la tassa sui servizi indivisibili, cono nate dallo sdoppiamento della veccia Ici.

Ora, è stato presentato il “Testo unico dell’Imu” composto da 13 articoli firmato dal vicepresidente della commissione Finanze della Camera, Alberto Gusmeroli. Tale testo prevede una semplificazione nel pagamento di questa due imposte, accorpandole di nuovo. L’emendamento presentato verrà votato a breve, e vi è la precisione che verrà accolto in quanto si sono mostrati favorevole a questo cambiamento anche l’Anci e il ministro dell’Economia.

Imu 2019: il cambiamento

La nuova Imu 2019 assorbirà l’Imu e la Tasi, ma ciò non vuol dire che il contribuente pagherà un’imposta in meno. In questo caso l’Imu 2019 potrebbe salire fino all’11,4 ‰, in quei comuni che nel 2014 hanno applicato una maggiorazione alla Tasi e successivamente mantenuta a causa del congelamento delle aliquote.

I comuni che applicano l’aliquota massima sono circa il 14% del totale, quindi si deduce che l’Imu unica potrebbe determinare un aumento della pressione fiscale sugli immobili. Comunque l’emendamento presentato dal Pd prevede un tetto massimo del 10,6 per mille, a cui bisogna aggiungere la maggiorazione dello 0,4 per mille nei comuni che già la applicano.

A riguardo della deducibilità, questa passerebbe dal 20% al 40%, questo è stato previsto per adeguare la nuova imposta alla deducibilità della vecchia Tasi che è completamente deducibile dall’Irap, in questo modo le imprese proprietarie di capannoni non subirebbero nessun svantaggio.

Il pagamento dell’Imu unificata sarà previsto tramite un bollettino precompilato. Le aliquote saranno specificate dalla legge stessa, sono previste per le seconde case tre aliquote:

  • una per le abitazioni vuote;
  • una per quelle affittate con contratto registrato da almeno due anni;
  • una per quelle concesse in comodato gratuito a figli o genitori.

Metra per gli altri tipi di fabbricati, le aliquote saranno differenziate in base alla categoria catastale, con un’unica aliquota, ad esempio: per i negozi, una per i capannoni, e così via.

Le agevolazioni resterebbero quelle previste dallo stato attuale, come lo sconto del 25% sulle abitazioni affittate a canone concordato e l’esenzione degli immobili merce.

Per capire che cosa sia realmente la nuova Imu, chiariamo prima che cosa sono l’Imu e la Tasi.

Imu: che cosa è

L’Imu è l’imposta municipale unica. Essa è un’imposta sugli immobili che ha sostituito la vecchia Ici. L’Imu non viene applicata sulle preme case ad esclusione di quelle di lusso, cioè gli immobili appartenenti alle categorie catastali A1/A8 e A/9.

Imu: a chi tocca e a chi no

L’Imu va pagate dalle seguenti categorie di contribuenti:

  • dai proprietari o dagli usufruttuari di immobili diversi dalla prima casa, di aree fabbricabili e terreni;
  • da chi spetta la casa coniugale in caso di separazione oppure divorzio;
  • dai conduttori, cioè gli inquilini, di immobili, in caso di stipula di leasing immobiliare;
  • dai concessionari di aree demaniali.

L’Imu, invece, non deve essere pagata da:

  • proprietari di prima casa non di lusso;
  • gli immobili la cui proprietà risulta di persone anziane o disabili, che sono ricoverate in modo permanente in istituti, e la stessa casa non sia data in affitto;
  • gli alloggi sociali;
  • gli immobili di cooperative edilizie;
  • i terreni agricoli montani o semi-montani, o i terreni di proprietà di coltivatori e imprenditori, o collocati nelle isole minori;
  • i terreni a destinazione agro-silvo-pastorale, la cui proprietà è collettiva indivisibile e inusucapibile;
  • le unità immobiliari, al massimo una, che sono in possesso del personale delle Forze dell’ordine, dei Vigili del fuoco e del personale della prefettura, se non affittate;
  • dal cittadino italiano residente all’estero e scritto all’Aire, proprietario di un immobile in Italia non affittato e non ceduto a comodato d’uso.

Tali esenzioni dovrebbero restare in vigore anche con la nuova Imu.

Imu: le agevolazioni vigenti

Una dell’agevolazione al riguardo del pagamento dell’Imu è nel caso in cui l’immobile è stato concesso a comodato d’uso a un familiare entro il primo grado di parentela. In questo caso la base imponibile è ridotta al 50%, ma solo se vengono rispettate determinate condizioni, che sono le seguenti:

  • concesso in comodato dal soggetto passivo ai genitori o ai figli;
  • i genitori o i figli comodatari devono utilizzare l’immobile come abitazione principale, inoltre c’è il bisogno di rispettare i seguenti obblighi:
    • il conduttore ha l’obbligo di risiedere anagraficamente nell’abitazione;
    • il contratto di comodato va registrato;
    • il comodante deve avere la residenza e la dimora abitualmente nel medesimo comune in cui è situato l’immobile ceduto in comodato;
    • il comodante non deve possedere altri immobili in Italia, con l’unica possibile eccezione dell’immobile adibito a propria abitazione principale e delle eventuali pertinenze;
    • l’abitazione in comodato e quella destinata a prima casa non devono appartenere alle categorie catastali A1, A8 o A9.

Tale agevolazione della riduzione al 50% della base imponibile è riconosciuta dai Comuni anche nel caso in cui l’immobile venga concesso in uso gratuito ai parenti ed affini di 1° grado in linea. Il contribuente per usufruire di tale riduzione è tenuta a darne dichiarazione al Comune.

Gli altri casi in cui la base imponibile Imu è ridotta al 50% sono i seguenti:

  • se i fabbricati sono stati dichiarati inagibili o inabilitabili e quindi non utilizzati, ciò può accadere anche solo in un arco di tempo limitato durante l’anno. Tale situazione deve essere certificata dai tecnici del comune con una perizia a spese del proprietario o anche tamite dichiarazione sostitutiva;
  • per i fabbricati individuati dal Codice dei beni culturali e del paesaggio che possono essere di interesse artistico e storico.

Per l’immobile affittato a canone concordato, l’Imu da pagare va calcolato applicando l’aliquota comunale ridotta al 75%.

Questa riduzione può essere applicata in base a tre tipologie di contratti di locazione:

  • i contratti agevolati, con una durata di 3 anni e il rinnova a 2;
  • i contratti per studenti universitari, con una durata che varia dai 6 mesi ai 3 anni;
  • i contratti transitori, che possono avere una durata da 1 a 18 mesi.

Tali esenzioni dovrebbero restare in vigore anche con la nuova Imu.

Tasi: che cos’è

La Tasi è la tassa sui servizi indivisibili. Essa è dovuta da  chi è proprietario di un fabbricato o un’area edificabile, non va versata per i terreni agricoli e le prime case.

Anche per la Tasi, come per l’Imu, non va versata per le abitazioni principale ad esclusione di quelle si lusso; gli inquilini non sono tenuti a pagare la loro quota Tasi se l’immobile affittato è l’abitazione principale.

Come si calcola la base imponibile Imu e Tasi

Prima di calcolare l’Imu e la Tasi, è necessario calcolare la  base imponibile, ossia l’ammontare su cui applicare l’aliquota  d’imposta. Per il calcolo della base imponibile di Imu e Tasi le regole sono identiche. La rendita catastale, indicata nella visura catastale, deve essere rivalutata del 5% e poi il risultato va moltiplicato per uno dei seguenti coefficienti:

  • 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A (abitazioni), fatta eccezione per gli A/10 (uffici e studi privati), per le categorie catastali C/2 (cantine e soffitte), C/6 (box o posti auto pertinenziali) e C/7 (tettoie);
  • 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B (tra cui ospedali e musei) e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5 (Laboratori artigianali, stabilimenti balneari, palestre);
  • 80 per i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/10 e D/5;
  • 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, eccetto i D/5;
  • 55 per i fabbricati classificati in C/1.

La base imponibile Imu e Tasi è uguale per entrambe le imposte. Essa si calcola, quindi, moltiplicando la rendita catastale rivalutata al 5% per il relativo coefficiente.

La base imponibile si calcola allo stesso modo in tutti i comuni, mentre le aliquote sono stabilite da ogni comune in misura differente, a seconda della categoria dell’immobile.

Con la nuova Imu, invece, le aliquote dovranno essere unificate, a seconda della tipologia d’immobile.

Imu e Tasi: ecco le aliquote

Come abbiamo visto per determinare l’imposta dovuta bisogna applicare sull’imponibile calcolato l’aliquota, cioè le percentuali dovute a titolo d’imposta. Le aliquote sono diverse per ogni comune, ma sempre nei seguenti parametri:

  • Imu, l’aliquota va da un minimo dello 0,46% a un massimo dell’1,06%;
  • Tasi, si va fino ad un massimo dello 0,25%;
  • la somma delle aliquote non può superare l’1,06%, l’1,14% solo nel caso di applicazione della maggiorazione.

Per entrare a conoscenza dell’aliquota da dove utilizzare nel proprio comune basti consultare il sito web del comune e controllare le aliquote in vigore nel 2018.

La nuova Imu: ecco le aliquote

La Tasi verrà assorbita dalla nuova Imu.

L’aliquota da applicare potrà arrivare all’11,4 ‰. Anche se le aliquote saranno diverse per ogni tipologia di immobile per le seconde case. Per gli altri tipi di fabbricati, le aliquote saranno in base alla categoria catastale.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.