Lattuga Killer contaminata dall’escherichia coli: 1 morto e 121 contagi

L’insalata killer fa paura, già 121 contaminati e 1 morto in pochi giorni

La lattuga killer contaminata dal batterio Escherichia coli sta mietendo vittime in tutti gli Stati Uniti, si è arrivati a 121 casi di contagio ed addirittura ad un decesso in California. La lattuga romana (lattuga Killer) prodotta in Arizona ha fatto diffondere l’infezione in più di 25 Stati. I sintomi dell’infezione sono problemi gastrointestinali come diarrea e forti crampi allo stomaco. Si sono verificati anche casi con sindrome emolitico-uremica, cioè una infezione renale causata da un particolare ceppo di escherichia coli, STEC, che tramite il circolo sanguigno colpisce proprio il rene.

La contaminazione

La contaminazione, come rilevano le analisi, è dovuta alla lattuga romana prodotta nella contea di Yuma, in Arizona. L’insalata viene lavata e imbustata e prodotta nella Salinas Valley in California, ma nei mesi freddi l’insalata viene prodotta nella regione Yuma. Il focolaio dell’infezione è stato individuato in una fattoria dello Yuma, che inizialmente ha provocato il contagio di 8 detenuti, di una prigione dell’Alaska, dopo che hanno consumato la lattuga killer. La produzione e la distribuzione della lattuga romana della regione Yuma è stata interrotta, ma non si è ancora certi che altre confezioni contaminate siano ancora in commercio, quindi si è raccomandato di non consumare l’insalata proveniente da questa regione o quella che sulla confezione non è indicato il luogo di provenienza. È dal 2006 che non si assisteva ad un’epidemia di escherichia coli così grave, all’epoca era stata provocata dagli spinaci.

Che cos’è la STEC

La STEC è un ceppo dell’Escherichia coli dannoso per l’essere umano. Il batterio escherichia coli non è dannoso, infatti, esso è presente in molti organismi e a nel corpo umano ed ha diverse funzioni. Il ceppo Stec è presente molto spesso nell’intestino dei ruminanti, anche se non presentono alcun sintomo. Quindi le loro feci possono contaminare sia le carni in macellazione, il latte ma anche i terreni dove viene coltivata l’insalata. Per evitare il contagio per quanto riguarda la carne contaminata basta cuocerla molto bene, così il batterio viene distrutto. Il latte, invece, bisogna solo consumare quello pastorizzato perché con questo processo il batterio viene debellato. Il consumo del latte non pastorizzato e i suoi derivati  può metterci a rischio contaminazione. Il contagio può avvenire anche attraverso la via oro-fecale, contatto diretto con gli animali o con acqua o vegetali contaminati dalle feci. Il batterio per iniziare a dare i suoi sintomi ha bisogno di un periodo di incubazione che va da 1 a 5 giorni.

Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.