Lavoro agile: ferie, congedi, permessi, ecco la circolare della PA

Pubblicata la Circolare n. 2/2020 del Ministero della pubblica amministrazione con le indicazioni sul lavoro agile stabilite dal decreto Cura Italia.

Il 2 aprile 2020 il Ministero della pubblica amministrazione ha pubblicato una circolare contenente delle note esplicative per alcuni articoli del decreto-legge Cura Italia. Con l’attuale circolare, il ministero della PA intende assicurare una corretta e, soprattutto, omogenea  applicazione delle stesse norme in tutti gli uffici. Infatti, prende in esame l’articolo 87 contenente “Misure straordinarie in materia di lavoro agile e esenzione dal servizio di procedure concorsuali”. Tale articolo regola la modalità dello svolgimento del lavoro all’interno dei pubblici uffici. Per prima cosa la circolare stabilisce che le misure per l’emergenza sanitaria coronavirus non sono più straordinarie, ma ordinarie. Di conseguenza, il lavoro agile costituisce la modalità di lavoro ordinaria di prestazione lavorativa. 

 Lavoro agile e coronavirus: circolare n. 2/2020 della PA

La circolare n. 2/2020 della pubblica amministrazione vuole spiegare passo passi alcuni articoli del decreto-legge n. 18/2020 Cura Italia, riguardante soprattutto il lavoro agile. Come sappiamo, il decreto prevede una serie di misure rivolte al lavoro pubblico e privato.

L’obiettivo è limitare la presenza dei dipendenti negli uffici e evitare gli spostamenti: quindi restano valide le decisioni prese precedentemente. Il lavoro agile potrà essere svolto attraverso strumenti informatici anche di proprietà del dipendente, se non forniti dall’amministrazione.

In merito alla presenza di personale negli uffici, essa deve essere limitata solo ai casi indispensabili per le attività la cui presenza fisica del dipendente è necessaria.

Qualora una pubblica amministrazione non individui le attività indifferibili da svolgere in presenza, il lavoratore è tenuto a presentarsi comunque al lavoro. Ogni amministrazione è responsabile della gestione del proprio personale. Infatti, è preferibile che le PA individuino le modalità con cui i dipendenti dovranno comunicare la prestazione lavorativa effettuata e prevedano una reportistica giornaliera sugli obiettivi raggiunti dal lavoratore agile.

Infine, per garantire la sicurezza dei dipendenti, il servizio pubblico può essere reso in “modalità scaglionata” mediante prenotazioni di appuntamenti.

Ricordiamo anche che è necessario individuare una unica sede per lo svolgimento di attività di competenza di più personale.

Lavoro agile e ferie

Inoltre, il decreto offre alle  pubbliche amministrazioni una serie di strumenti da utilizzare  a seconda delle necessità organizzative di ciascun ufficio riferiti, però, alla singola amministrazione, e non al singolo dipendente. Questi strumenti, da alternare al lavoro agile, sono: ferie pregresse, congedo banca ore e saranno utilizzate rispettando i contratti collettivi.

In merito alle ferie pregresse, queste si riferiscono a quelle maturate e non godute. Quindi, oltre alle ferie del 2018 o precedenti, anche a quelle del 2019 non ancora fruite. Le amministrazioni, però, possono decidere di ricorrere alle ferie in rotazione o intervallate con il lavoro agile.

Non sono considerate, invece, ferie pregresse, le giornate di festività soppresse che devono essere godute, pena la non fruibilità, nell’anno di riferimento delle stesse.

L’amministrazione potrà valutare altri strumenti alternativi se non vi siano le condizioni per il ricorso al lavoro agile. Infatti, nel caso in cui non sia possibile usufruire degli strumenti suddetti, può motivatamente esentare il personale dal servizio, che risulterà, però, prestato a tutti gli effetti di legge.

Articoli 24, 25, 26 e 39: altre note esplicative

Premesso che il decreto-legge n. 18/2020 pone  importanza alla tutela e salute dei personale dipendente e alla riduzione al minimo gli spostamenti, con gli articoli seguenti la PA vuole esplicitare le norme del lavoro agile per alcuni soggetti.

Art.24 del D.L. 18/2020 – permessi legge 104/1992

Prevede che i permessi retribuiti dei lavoratori che assistono soggetti con disabilità siano di 3 giorni. Con il decreto, invece, le giornate diventano 12 complessivamente. L’incremento dei giorni segue le regole ordinarie. Quindi, per esempio se un dipendente assiste più di una persona disabile, oggi deve sommare tutti gli incrementi per quante persone assiste. La stessa cosa vale se la disabilità è del dipendente.

Art. 25 del D.L. 18/2020 – congedi e bonus

Contiene norme in materia di congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore pubblico. La norma prevede che i genitori con figli sino a 12 anni il diritto ad un congedo di complessivi 15 giorni e una indennità pari al 50% della retribuzione. Tale congedo parentale può essere richiesto da entrambi i genitori per un totale di 15 giorni. Comunque sia, il congedo si applica dal 5 marzo al termine della sospensione delle attività didattiche, fissata per il momento al 3 aprile 2020. Per le PA, la domanda va presentata alla propria amministrazione pubblica seconda, secondo le indicazioni fornite.

Articolo 26 del d.l. 18/2020 – ulteriori misure a favore di particolari categorie di dipendenti

Infatti, per questa norma viene riconosciuta la possibilità di assentarsi dal lavoro fino al 30 aprile 2020 per i disabili gravi, immunodepressi, lavoratori con patologie oncologiche o sottoposti a terapie salvavita, in possesso di una idonea certificazione. In questi casi l’assenza dal servizio è equiparato al ricovero ospedaliero.

Articolo 39 del d.l. 18/2020 – estensione lavoro agile a soggetti con disabilità grave

Infine, l’articolo 39 dispone che fino al 30 aprile i lavoratori con disabilità grave o con un familiare con disabilità grave, hanno  diritto a svolgere lavoro agile a condizione che tale modalità sia compatibile con la prestazione lavorativa.

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