Lavoro e bellezza, l’unico settore che regge e crea occupazione, perché?

Il settore della bellezza non conosce la crisi e sembra essere uno dei motori del campo del lavoro. E’ giusto chiedersi perché dunque.

Sembrerebbe un paradosso, ma davvero il mondo della bellezza non ha fine e sembra non avere intenzione di fermarsi. Sebbene ci troviamo in una fase molto delicata dal punto di vista lavorativo, sembra proprio che il settore della bellezza non conosca questa crisi. Ci si chiede, dunque, perché? Perché nonostante tutto la gente ancora ci tiene a curarsi? Cerchiamo di risolvere il caso andando ad analizzare questo fenomeno inarrestabile.

La crescita dell’industria della bellezza

Il mondo della bellezza cresce soprattutto grazie ad un determinata categoria di persone: gli influencer, e un esempio è Chiara Ferragni, che dal nulla è diventata una delle 30 donne più influenti al mondo secondo una nota rivista internazionale. Ma come lavorano le o gli influencer? Non sappiamo se può essere considerato lavoro, questo tema divide molta gente, ma essi lavorano, appunto, sui social media, in particolare Instagram, che permette a tali celebrità di internet di essere più vicine ai loro fans. Essi fanno dei veri e propri tutorial su come utilizzare un trucco oppure come creare un outfit oltre che a sponsorizzare alcuni prodotti. Inoltre, sebbene non si conoscano le vere cifre, lo stipendio da influencer è da capogiro, cosa che viene testimoniata dai continui viaggi che fanno oltre ai capi che indossano, i quali sono, ovviamente, sempre all’ultima moda.

C’è speranza per tutti?

In pratica nel mondo della bellezza, il gioco è questo: quanti più sei originale e più proponi cose nuove, più sei interessante ed incuriosisci. Quanto più incuriosisci, più sei seguito, e quanto più sei seguito, più aziende ti contattano magari per sponsorizzare i loro brand e i loro prodotti. Pensiamo al caso della Make Up Artist italiana Clio Zammatteo che ha iniziato su YouTube a fare i suoi tutorial di trucco, e ci teniamo a ricordare che è stata una delle prime a capire il potere di Internet, e adesso è piena di progetti, infatti, chi la segue, sa che Clio ha aperto diversi Pop Up store a Napoli, Milano e Roma. E non intende fermarsi.

La bellezza passa anche per la cura di sé

Trucchi a parte e outfit anche, un altro motore del mondo della bellezza è sicuramente la cura di sé stessi. Se c’è molta pubblicità che lancia questo messaggio, è sicuro che poi numerose persone vi si avvicinano. E c’è da dire che al giorno d’oggi gli uomini si curano forse anche più delle donne. Quindi, il prodotto che promette la cura di sé stessi e quanti più benefici possibili, allora attira più una vasta clientela. Se poi i prezzi sono ragionevoli, allora il gioco è fatto. Un esempio è il marchio Skincare The Ordinary che è diventato uno dei più popolari. Ma bisogna tener il tempo realizzando prodotti sempre più nuovi e all’avanguardia e che presentino dei benefici maggiori rispetto ai precedenti.

La bellezza coreana come modello da seguire

Sta diventando sempre di più un modello a cui fare riferimento, soprattutto per quanto riguarda i consumatori occidentali. Questo perché ai sudcoreani viene insegnato fin dalla giovane età a prendersi cura della propria pelle, al punto che non è nemmeno necessario truccarsi. Quindi, sono molti i consumatori che chiedono prodotti di quella terra, potendo contare sulla loro bellezza che è una sorta di prova di attendibilità.

Il rispetto dell’ambiente

Bisogna dire che il settore della bellezza è rimasto un po’ indietro per quanto riguarda questo discorso, ma sta recuperando a tutta velocità. Sì, perché i consumatori ci tengono che i vari brand utilizzino quanto più possibile dei prodotti eco-sostenibili e puliti. Il tema del rispetto dell’ambiente è molto sentito, forse molto più ora che in passato. Inoltre, sono molti i consumatori che non usano più prodotti testati sugli animali.

La personalizzazione

Nel campo della bellezza si sta passando gradualmente ad una fase di forte personalizzazione della bellezza, dai profumi fino ad arrivare a palette di determinati colori. Ma la vera sfida è quella dei fondotinta. Un grande esempio è stato fatto dal brand Fenty Beauty della popstar Rihanna. La star ha presentato ben 40 tonalità di colore di pelle, diverse tra loro, da quelle più chiare a quelle più scure, lanciando un vero e proprio messaggio di inclusione e abbattendo in termini di razzismo le discriminazioni. E’ una delle prime a fare ciò e molti marchi storici stanno cercando di fare lo stesso. Infatti, un altro tema molto sentito nel campo della bellezza è quello dell’inclusione. Se non lanci un messaggio del genere, sei out e questo potrebbe segnare la tua fine come marchio.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.