Le origini della leggenda del filo rosso, da sempre simbolo degli amanti

Il filo rosso è da sempre una delle leggende più amate dagli innamorati. Ma quale sarà la sua origine?

Questa leggenda molta antica è da sempre condivisa sui vari profili facebook e non, oppure la si usa per spiegare la grandezza del proprio amore. Ma quale sarà la sua origine? Ecco la storia che è alla base della leggenda orientale più famosa di sempre a tuttora anche viva tra gli innamorati.

Che significato ha la leggenda del filo rosso

Di origine orientale, la leggenda del filo rosso racconta che le anime gemelle siano legate da sempre e per sempre da un filo sottilissimo, legato al mignolo della mano sinistra oppure, secondo alcune versioni, alle caviglie. Tale filo unisce indissolubilmente due persone nonostante l’età, ceto sociale, luogo di nascita o di residenza.La leggenda vuole che il filo rosso sia estremamente lungo e per questo motivo può intrecciarsi, aggrovigliarsi, annodarsi: questo indica le difficoltà che possono ostacolare un rapporto. Le due anime destinate a congiungersi, comunque, sempre secondo la leggenda, riusciranno a sciogliere tutti i grovigli indicando il superamento di una difficoltà o di un ostacolo frappostosi alla loro felicità.

La storia alla base della leggenda del filo rosso

La storia del filo rosso nasce in Cina, ed è ambientata  durante il periodo della dinastia Tang, regnante sul paese dal 618 al 907 d.C. Protagonista è un tale chiamato Wei, rimasto orfano in tenera età, che desiderava ardentemente sposarsi e creare una famiglia, ma non vi riusciva mai. Un giorno si ritrovò nella città di Song, dove conobbe un uomo che si offrì di presentargli la figlia del locale governatore, un buon partito per lui. I due si diedero appuntamento al mattino seguente, ma Wei non riuscì a dormire per tutta la notte e già all’alba si presentò al luogo dell’incontro.

Mentre aspettava, incontrò un vecchio, con cui Wei scambia due chiacchiere. Il vecchio gli speiga di come si occupasse di matrimoni. E una luce si accese sul volto di Wei. “Da quando sono bambino cerco una compagna, il mio più grande desiderio è quello di metter su famiglia. Cerco la mia compagna da 10 anni, potrebbe essere la figlia del governatore. È lei? Ti prego, dimmelo”. “No, non è lei. Tua moglie attualmente ha solo 3 anni, quando ne avrà 17 la sposerai”.
Il vecchio raccontò al giovane cosa conteneva il grande sacco che aveva accanto: “Il filo rosso del destino per legare mariti e mogli che però non si può vedere, ma che consente a due persone di essere legati per sempre. La tua sposa è la figlia della vecchia Chen, che ha un banco al mercato”. Chen era una donna molto anziana e cieca da un occhio, che sedeva presso il suo banchetto con una bimba aggrappata al collo. “Porterà onori e ricchezze alla tua famiglia”, aggiunse il vecchio che poi si dileguò. Wei, deluso, chiamò il suo servo e gli ordinò di uccidere la piccolina, in cambio di 100 monete di rame. Il servitore adempì al compito anche se la ferì tra gli occhi, ma credette comunque di averla uccisa.

Negli anni seguenti Wei continuò a cercar moglie senza successo, dimenticandosi di quella vecchia storia fin quando non strinse rapporti con il governatore di Shiangzhou, che gli offrì in sposa la sua figlia 17enne. Erano passati 14 anni dall’incontro col vecchio. La ragazza, bellissima ed assai devota, portava sempre sulla fronte una piccola pezza da cui non si separava mai. Wei un giorno le chiese perché: “Non sono la figlia del governatore, ma sua nipote”, confidò la giovane moglie in lacrime.”Mio padre era governatore a Song, morì insieme a mia madre e a mio fratello quando avevo tre anni. Fui cresciuta dalla mia governante, si chiamava Chen, ed un giorno un pazzo tentò di uccidermi al mercato, provocandomi questa cicatrice. Qualche anno dopo mio zio mi prese con sé”. Wei di colpo capì che il vecchio aveva ragione e che la leggenda del filo rosso era autentica. Commosso e pentito, confessò alla moglie che era stato lui a ordinare di ucciderla e le raccontò tutta la storia. I due si amarono per sempre e diedero al mondo un figlio che li riempì di soddisfazioni.

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.