Led Zeppelin – Houses of the holy: le case dei santi.

I Led Zeppelin alla ricerca di nuove sonorità.

I Led Zeppelin dopo due anni dal loro ultimo lavoro in studio pubblicano il loro primo album contenente un vero e proprio titolo: Houses of the holy. Bella la copertina dove dei bambini nudi si arrampicano su un monumento celtico. L’album non si discosta molta dalle linee musicali adottate precedentemente dai Led Zeppelin. L’album si apre con ‘The song remains the same‘ ,un rock tirato ,ma all’ascolto apparentemente più leggero ma con delle variazioni stilistiche finora mai proposte dal gruppo. ‘The rain song‘ una bella ballata suggestiva,molto bella,uno dei migliori pezzi dell’album. I Led Zeppelin si avviano verso un percorso quasi mistico,chitarra e voce ci accompagnano in un percorso ‘quasi soffuso’ con tratti psichedelici. ‘Over the hills and far away‘ invece dall’intro quasi folk cresce pian piano ma senza lasciare traccia di picchi rilevanti. ‘The crunge‘ invece ha uno stile quasi funky,un vero e proprio brano sperimentale ben riuscito. L’album segue con un bel  rock di ‘Dancing days‘ semplice e trascinante.Un’altra fase sperimentale la incontriamo all’ascolto di ‘D’yer mak’er‘ una vera song reggae,cosa mai proposta finora dal gruppo. Un vero e proprio capolavoro è invece ‘No quarter‘. Una delle song più bella in assoluto di tutta la produzione dei Led. Un brano che crea atmosfere surreali anche grazie all’introduzione (per la prima volta) del sintonizzatore da parte del gruppo. No quarter è un viaggio nel viaggio,la voce di Plant quasi ipnotica ci trasporta in un mondo surreale.L’album si chiude con ‘The ocean‘ un altro gran bel pezzo ‘stile Zeppelin’ degli esordi.

Houses of the holy anche essendo un buon album non ha certo lo spessore dei precedenti,risulta per certi versi essere più leggero anche grazie alle sperimentazioni effettuate e la sola No quarter  riesce a spingere il peso di tutto l’album.

Tracklist:

N.B. Gli asterischi rappresentano il mio indice di gradimento

1 The song remains the same (****)

2 The rain song (*****)

3 Over the hills and far away (***)

4 The crunge (***)

5 Dancing days (***)

6 D’yer mak’er (***)

7 No quarter (*****)

8 The ocean (****)

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Antonio Murante

Sono nato a Salerno nel 1971, romano d'adozione, amo dipingere,suonare il basso,amo la musica in tutte le sue forme ed è l'unica cosa a cui non rinuncerò mai.
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