Legge 104: come fare ricorso ad una valutazione non corrispondente all’invalidità effettiva?

Legge 104 e valutazione non idonea allo stato effettivo dell’invalidità, è possibile fare ricorso? Ecco la risposta

Il più delle volte succede che ad una valutazione della commissione medica per legge 104 e invalidità, l’esito non soddisfa la reale situazione patologica dell’invalido, riconoscendo una percentuale invalidante inferiore che non permette di accedere alle agevolazioni. Cosa fare in questi casi?

Legge 104 e valutazione medica

Un lettore ci scrive: “Sono stato riconosciuto invalido all’80%, ma penso che la commissione medica a cui ho sottoposto la mia documentazione non abbia preso in considerazione che sono diabetico e insulino dipendente. Posso fare ricorso?”

La normativa prevede che la commissione sanitaria medica atta alla verifica della situazione medica invalidante del richiedente svolga le seguenti attività:

valutare se la situazione della minorazione può essere ridotta con opportuni trattamenti di riabilitazione e valutare la possibilità del richiedente se la situazione della minoranza impedisca la frequenza dei corsi di addestramento;

Accertare lo stato invalidante e mutilati, valutando anche lo stato di minorazione;

valutare l’opportunità di effettuare ulteriore accertamenti pscio-diagnostici per valutare l’effettivo stato invalidante. 

È importante presentarsi alla visita con documentazione idonea e recente di tutte le patologie di cui il richiedente è affetto. È diritto del richiedente far presenziare alla visita il medico di famiglia o uno specialista di fiducia che possa illustrare la situazione clinica del paziente alla commissione. 

Dopo la valutazione la commissione redige un verbale con il verdetto finale che sarà spedito al paziente mediante posta.

Come contestare il verbale?

Se l’esito del verbale non rispecchia la situazione di invalidità o riporta un handicap minore rispetto a quello che si ritiene essere affetti, si possono percorre due strade: domanda di revisione o chiedere che venga effettuato l’accertamento tecnico preventivo. 

La domanda di revisione consiste di chiedere all’Inps di essere sottoposti ad una nuova visita al fine di accertare il peggioramento delle patologie. La revisione va richiesta solo se la situazione clinica del paziente sono cambiate. Di solito questa domanda si effettua quando vi è un aggravamento delle patologie di cui si è affetti. 

Accertamento tecnico preventivo

Si tratta di un ricordo al giudice e va presentato entro sei mesi dalla data di accertamento da parte della Commissione medica.

Quindi, alla risposta del nostro lettore, si lei può fare ricorso se entra nei termini, le consiglio di farsi seguire dal legale esperto in materia. Mediante questa procedura il giudice chiede di nominare un Consulente Tecnico d’Ufficio, che ha il compito di valutare ed accertare la correttezza della valutazione eseguita dalla commissione medica sanitaria Inps.


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”