Legge 104: permessi e congedo, cosa si può fare nelle ore di assistenza

Congedo straordinario legge 151 di due anni ai sensi della legge 104 art. 3 comma 3, ci si chiede cosa è possibile fare nel tempo di assistenza.

La legge 104 tutela i lavoratori disabili e i loro familiari, permettendo a questi ultimi di fruire di tre giorni di permesso e di due anni di congedo straordinario legge 151. Sono sempre molti i dubbi dei lettori su cosa è possibile fare in quelle ore. Esaminiamo un quesito di un nostro lettore specificando le ultime disposizioni in merito. 

Legge 104: 5 consulenti 5 risposte diverse

Salve, un quesito che ho posto a 5 consulenti e ho avuto 5 risposte diverse.

Assisto mia madre in possesso di 104 caso gravità 4 casella, non deambula ha un problema di insufficienza renale, coabito con lei non essendo sposato. Lavoro in un istituto bancario pertanto lavoro privato.

La domanda è: in caso volessi chiedere congedo straordinario retribuito legge 104 è vero che avrei limitazioni di uscita e di vita quotidiana? Chiaramente eliminando viaggi o allontanamento superiore ai 2 giorni dalla dimora.

Inoltre in caso di congedo non retribuito il datore può rifiutarsi alla concessione dello stesso?

Grazie della risposta.

Legge 104 e tempo di assistenza: la giurisprudenza

La finalità del congedo straordinario legge 151 per assistere il familiare con handicap grave ai sensi della legge 104 art. 3 comma 3, è vincolato da presupposti soggetti e oggettivi.

Presupposti soggettivi consistono nella fruizione del congedo che può essere richiesto soltanto per il familiare con handicap grave considerando anche le patologie invalidanti che richiedono l’assistenza di un familiare nel trattamento sanitario.

Presupposti oggettivi: un requisito indispensabile per poter fruire del congedo è la convivenza con il familiare d’assistere. Tale convivenza si considera soddisfatta anche con la coabitazione, stesso Comune, stesso numero civico, stesso stabile e interni differenti.

Inoltre, il congedo non può essere fruito se il familiare è ricoverato a tempo pieno presso struttura sanitaria o assistenziale.

Congedo legge 104: cosa è possibile fare?

Alla domanda cosa è possibile fare mentre si fruisce del congedo, ha risposto in molte sentenze la Corte di Cassazione. La legge riconosce la riconosce legittimo il licenziamento disciplinare del lavoratore che ha fruito del permesso e solo in parte ha utilizzato  le ore per soddisfare interessi personali. Configurando tale atteggiamento abuso del diritto, in quanto si ripercuote sull’elemento fiduciario del rapporto di lavoro. (sentenza della Cassazione numero  8784/2015).

La Cassazione condanna non solo il comportamento del lavoratore che chiede i permessi legge 104/1990 per soddisfare esclusivamente interessi personali, ma anche la condotta del lavoratore che utilizza solo poche ore per assistere il familiare e il resto del permesso per motivi non inerenti all’assistenza del familiare disabile (ad esempio incontro con amici, andare dal parrucchiere, fare shopping, viaggi anche brevi, ecc.).

Diverso è il discorso se si utilizza il tempo messo a disposizione per il familiare disabile per perseguire finalità mista, cioè soddisfare esigenze dell’assistito e personali nello stesso tempo. Ad esempio, facciamo il caso del lavoratore che esce per fare la spesa non solo per l’assistito ma anche per sé stesso, lo stesso discorso vale per acquisto di medicinali.

La Corte chiarisce che per assistenza non si intende esclusivamente accudire fisicamente il familiare, ma compiere anche tutte le attività che sono indispensabili alla cura dello stesso.

Anche se ci sono differenze tra permesso e congedo straordinario legge 151, le finalità sono le stesse e non vi è nessun dubbio che quanto prevede la giurisprudenza per i permessi di tre giorni con legge 104 si estenda anche al congedo straordinario legge 151.

Il datore di lavoro si può rifiutare?

LA concessione del congedo straordinario non rientra nella discrezionalità del datore di lavoro. L’iter viene eseguito direttamente dal dipendente inviando domanda telematica all’Inps e non coinvolge il datore di lavoro, il quale deve solo prenderne atto. Il lavoratore dovrà consegnare copia con protocollo di invio al datore di lavoro, il quale non può opporsi o rifiutarsi. 

Congedo straordinario e notifica al datore del lavoro, legittimo il licenziamento, la sentenza  

Conclusione

La giurisprudenza in merito è chiara e non ammette eccezioni, quindi cinque consigli diversi mi sembrano un pò troppi. Spero di aver colmato i suoi dubbi.


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”