Lettere INPS per errori sulla pensione: le somme maggiori vanno restituite?

Cosa accade se l’INPS invia una lettera per chiedere la restituzione di somme erogate per errore nella pensione? Vediamo cosa dice la legge e la Corte di Cassazione.

A volte capita ai pensionati di ricevere lettere INPS per errori sull’importo della pensione. Nella maggior parte dei casi gli errori riguardano somme minori erogate, ma esistono anche casi in cui il pensionato si è trovato, per anni, a ricevere cifre irrisorie in più sul cedolino mensile, senza rendersene conto. Ma poi l’INPS presenta il conto e chiede la restituzione delle somme “indebitamente” percepite. E la restituzione la vuole tutta in una volta.

Lettere Inps per restituzioni

Può capitare che un pensionato percepisca senza accorgersene (o magari senza darci troppo peso visto che si tratta di somme molto basse) 2 o 3 euro in più al mese sulla pensione. Se l’errore si protrae per anni, però, la cifra ricevuta erroneamente diventa importante e l’INPS chiede la restituzione del totale erogato per errore. Va restituito?

Vediamo cosa dice in proposito la legge.

E’ capitato che l’INPS abbia scritto a dei pensionati chiedendo la restituzione di 2 o 3mila euro per errori di erogazione della pensione facendo, di fatto, cadere il povero pensionato nel panico. Ci sono casi in cui l’INPS ha chiesto anche la restituzione di 10mila euro, tutti in una volta.

Il pensionato, quindi, si ritrova, a sua insaputa, con debito che è impossibile da risanare e tra l’altro per un errore non suo ma dell’INPS.

Molti pensionati si rivolgono a studi legali per sapere come comportarsi ma noi vogliamo rassicurare che in proposito si è espressa anche la Corte di Cassazione con una sentenza del 2017 stabilendo che se l’errore dipende dall’INPS e non dal dolo del pensionato, non si è tenuti alla restituzione della somme già corrisposte per errore.

Di fatto, quindi, l’INPS non può richiedere la restituzione di somme erogate per errore. E soprattutto se il pensionato comunica la variazione di reddito all’istituto e quest’ultimo non ne tiene conto pur avendo ricevuto la comunicazione, l’errore è dell’INPS.

Capita spesso però che l’istituto chieda indietro soldi erogati dopo l’aumento di reddito relativo ad anni non recenti (prima dell’anno precedente a quello in cui è stato scoperto, da parte dell’INPS, l’aumento del reddito, ad esempio).

Un errore di tale genere se si protrae per anni provoca un debito non indifferente per il pensionato causandogli non poche difficoltà per restituzioni da capogiro in pochissimo tempo.

Ma niente paura. Se il pensionato è in regola, se ha fatto le dovute comunicazioni per eventuali cambi di reddito ma l’errore nell’erogazione di cifre più alte della pensione è dell’INPS la restituzione non è dovuta. L’INPS può provvedere in qualsiasi momento a variare l’importo delle pensione a causa di errori di qualsiasi natura, ma non può assolutamente chiedere la restituzione di somme già corrisposte a meno che l’errore non sia dipeso dal dolo del pensionato.


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp

Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.