Licenziamento a 67 anni: è legittimo nel settore privato?

Il datore di lavoro non può licenziare per raggiunti limiti di età un dipendente del settore priva che non ha raggiunto il diritto alla pensione.

I dipendenti del settore privato non sono soggetti al licenziamento per raggiunti limiti di età se hanno raggiunto il diritto alla pensione anticipata. In alcuni casi, invece, la giurisprudenza ammette il licenziamento ad nutum quando si è raggiunto il diritto alla pensione di vecchiaia. Da far notare che anche in caso di licenziamento ad nutum, se il lavoratore decide di proseguire il lavoro fino al raggiungimento dei 71 anni operano le tutele contro i licenziamenti illegittimi.

Licenziamento per limiti di età

Può essere prevista una clausola nel contratto che prevede la risoluzione dello stesso al raggiungimento di una data età.

Una nostra lettrice ci scrive: 

Buongiorno, lavoro a Roma in un’azienda privata di servizi. Sto lavorando in Smart Workig da una settimana come i miei colleghi. Ieri sera, finito il mio turno, sono parte time al 50%, ho ricevuto la telefonata del sindacalista al cui sindacato sono iscritta da 9 anni, che mi dava la BELLA  notizia, a dir suo, che dato che compiro’ 67 anni martedì 31 marzo dal giorno dopo 1  aprile sarò in Pensione!!!! Sono rimasta basita perché la mia azienda sa benissimo che ho solo 15 anni di contributi e non 20, infatti io mi ero candidata con l’azienda per l’uscita anticipata ma con  la possibilità di accedere alla ISO. Mi era stato risposto che la mia società  non aveva ancora aderito e si sarebbe dovuto avere un accordo con le parti e i sindacati a inizio anno, tale incontro è stato rinviato più volte fino ad arrivare al blocco di tutto dato dal Covid- 19. Ed io? Sarò la prima vittima sacrificale di questo evento imprevedibile, passato il quale…auguriamoci  presto, tornando ad un vita normale magari la mia azienda firmerà per la ISO pensione? Peccato che io sarò stata estromessa dall’ azienda perché nel decreto Cura Italia, se ho ben capito, si può licenziare per raggiunti limiti di età …..Posso avere dei chiarimenti sul punto cruciale:
chi decide se io potrò lavorare fino a 71 anni per raggiungere i 20 di contributi?.Lunedì sarò chiamata telefonicamente dal capo del personale che cosa mi potrebbe proporre ed io a lui? O nel caso che mi comunichi la decisione aziendale della mia uscita sono obbligata ad accettarla e basta? Posso intavolare una trattativa? Mi sono scaricata dal sito Inps la mia posizione contributiva. Faccio presente che non ho mai avuto un provvedimento disciplinare  ne’ una annotazione negativa nell’ambito dello svolgimento delle mie mansioni, ed ho fatto pochissime assenze per malattia e quasi nessun ritardo in 15 anni. Grazie. Se potessi avere dei chiarimenti come comportarmi, cosa dire… A me va bene lavorare fino ai 71 anni ma l’azienda me lo deve concedere, credo, ma temo che per loro giustificazione porteranno in evidenza la paventata futura recessione economica.  Un male minore, il mio sacrifico, ma per alleggerire i costi aziendali anche a favore dei colleghi più giovani, potrebbe essere questa la loro motivazione. Posso capire ma non sarebbe ne’ giusto ne’ corretto nei miei confronti di lavoratrice. Saluti e grazie per l’attenzione.

L’azienda, non avendo lei raggiunto i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia (con solo 15 anni di contributi è molto difficile che le spetti), non può licenziarla. Non esiste che lei dal 1 aprile è in pensione, nessuno le pagherà questa pensione visto che non ha presentato neanche la domanda di pensione. Se dovessero licenziarla innanzitutto si tratterebbe di un licenziamento illegittimo.

E’ pur vero che il decreto Cura Italia prevede il licenziamento per raggiungimento del limite di età per la pensione di vecchiaia ma è da far presente che tale cessazione del rapporto di lavoro non è prevista neanche nel pubblico impiego (dove non ci si può trattenere in servizio al compimento dei 67) se il dipendente non ha raggiunto il diritto alla pensione.

Potrà dire quello che le ho scritto, che il licenziamento è illegittimo e che se dovessero attuarlo sarà pronta ad impugnarlo (in ogni caso se dovessero procedere su questa strada, la tranquillizzo, avrà diritto alla Naspi e ai contributi figurativi spettanti).

Faccia presente che lei dal 1 aprile non percepirà la pensione, faccia presente che non raggiunge il diritto alla pensione al compimento dei 67 anni e faccia presente che in ogni caso non si licenzia così, su due piedi, con un preavviso di pochissimi giorni. E’ suo diritto trattenersi al lavoro fino al compimento dei 71.

 


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.