L’Industria 4.0. è nel futuro della scuola oltre che del lavoro

L’Industria 4.0. è la nuova realtà lavorativa del futuro ma anche del presente. Ecco come il mondo scuola prepara giovani e non a tale realtà.

E’ possibile permettere agli studenti dei vari gradi di avere un primo contatto con l’Industria 4.0? Negli ultimi anni questo argomento è diventato sempre più concreto. Infatti, in Italia, attraverso l’utilizzo dell’evoluzione tecnologica, si sta procedendo ad un vero e proprio cambiamento anche nella didattica che porta alla nascita di corsi professionalizzanti di laurea, dottorati e perfino una scuola di competenze per le imprese. Lo scopo di questo processo è sicuramente quello di migliorare i servizi, ma anche formare i giovani, grazie ai nuovi prodotti e alle nuove professioni digitali.

Industria 4.0 e la scuola, il caso di Torino

Possiamo indicare come primo esempio il Politecnico di Torino che ha pensato a un corso professionalizzante triennale, il quale si concentra sull’ingegneria della produzione industriale, meccatronica e tessile condividendo docenze e apparecchiature sperimentali per il learning-by-doing. Quindi, con quanto detto, si intende che oltre alle lezioni serve mettere subito in pratica ciò che è stato appreso. Una particolarità è che i ragazzi potranno scegliere tra tre percorsi: il percorso di laurea di tre anni all’interno del Politecnico, due anni di Its con il conseguimento del diploma superiore oppure – dopo i due anni di Its – potranno frequentare il terzo anno per acquisire una laurea professionalizzante.

L’Industria 4.0. ed il primo dottorato

Nel novembre del 2018 è nato lo “Smart Industry” il primo dottorato italiano dedicato all’Industria 4.0. Si tratta di un processo triennale finanziato dalla Regione Toscana con il bando Pegaso e in collaborazione con le Università di Pisa, Firenze e Siena. Tale percorso mette in contatto gli allievi con le aziende e offre l’opportunità di essere formati sulle nuove figure professionali riguardanti l’innovazione tecnologica nei processi industriali 4.0. Il dottorato presenta oltre alla multidisciplinarietà anche l’obbligo di condure parte della ricerca presso laboratori di imprese o laboratori misti Università-imprese.

Il competence center dell’Industria 4.0.

Per le imprese e per i lavoratori nasce a Bologna il Bi-Rex, il primo dei sette competence center per l’industria 4.0 presenti in Italia. I 57 membri che ne fanno parte si dividono tra università, centri di ricerca e imprese tra Bologna, che ha guidato la presentazione della proposta, la negoziazione e la costituzione del centro, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e gli atenei di Ferrara, Modena Reggio-Emilia e Parma. Sono presenti anche gli enti di ricerca nazionali come il Cnr e Infn, oltre che l’Istituto Ortopedico Rizzoli, Aster, Bologna Business School, Cineca e Fondazione Golinelli che ospiterà il centro nella sua fase di avvio. Ci saranno 45 aziende coinvolte che lavorano in diversi settori come meccatronica, servizi, finanza, informatica, biomedicale, agro-alimentare, energia, ambiente e automotive, i quali daranno non solo il sostegno finanziario diretto, ma anche servizi e tecnologie. Le attività dovrebbero far rientrare anche regioni come Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia e Trentino-Alto Adige. Alla base c’è la volontà di formare imprese e lavoratori capaci di attivarsi nel campo dell’Industria 4.0, un’industria sempre più digitale. Si tratta non solo di una grande possibilità per i giovani, ma anche chi è già nel campo del lavoro e vuole aggiornarsi sempre di più.


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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.