Liquidazione TFS pubblico impiego: quando dovrò attendere ancora?

Liquidazione TFS dipendente pubblico impiego, quanto tempo si deve attendere dopo la cessazione del rapporto di lavoro? Scopriamolo.

Uno dei più grandi problemi per il dipendente del settore pubblico che decide di accedere alla pensione è il tempo di attesa per la liquidazione del TFS maturato. A differenza del settore privato, dove il TFR viene liquidato con la busta paga successiva all’ultima, nel pubblico impiego i tempi di attesa sono molto lunghi e possono essere attesi anche diversi anni prima di ottenere le somme spettanti.

Liquidazione TFS dipendente pubblico

Un nostro lettore chiede:

Buona sera.Volevo chiedere alcuni chiarimenti.Vi presento  il mio caso dandovi alcuni dati.Sono un ex dipendente di un’Azienda sanitaria e sono andato in pensione il 1° Febbraio 2018 dopo aver maturato 42 anni e 10 mesi di contributi.Il mio TFS ammonterebbe a circa 65.000€ per cui,in base a quanto stabilito dalla legge,avrei dovuto percepire la 1°  rata di un importo pari a circa 50.000€ allo scadere dei 24+3=27 mesi e quindi il 1° Maggio 2020.Ad oggi,18 Maggio 2020 non ho ancora ricevuto nulla.La mia domanda:dovrò attendere ancora e quanto?Grazie e in attesa di una vostra gradita risposta vi pongo i miei più cordiali saluti

Per i dipendenti pubblici che cessano l’attività lavorativa per accedere alla pensione di vecchiaia, per raggiunti limiti di età, per licenziamento e per scadenza del contratto a termine, la liquidazione del TFS spettante avviene dopo un attesa di almeno 12 mesi a cui aggiungere i 3 mesi necessari all’INPS per la liquidazione della pratica.

Per tutti gli altri casi di cessazione del rapporto di lavoro (con l’esclusione delle dimissioni volontarie per accedere alla quota 100, visto che in quel caso lo stesso DL 4/2019 prevede tempi più lunghi) la liquidazione del TFS avviene dopo 24 mesi a cui aggiungere i 3 mesi necessari all’INPS per la liquidazione della pratica.

Avendo cessato il rapporto di lavoro il 31 gennaio 2018 avrebbe avuto diritto alla liquidazione del TFS a partire dal 1 maggio 2020. Da quella data, infatti, per ogni giorno di ritardo nella liquidazione delle somme spettanti avrà diritto agli interessi stabiliti dalla legge (ma per richiederli dovrà presentare apposita richiesta tramite legale poichè non è automatico che vengano riconosciuti).

L’unico consiglio che posso darle, vista anche la situazione di emergenza che stiamo vivendo e che ha impiegato le forze dell’INPS (che tra l’altro stanno operando in molti casi in smart working) nella gestione delle richieste di indennità, cassa integrazioni e bonus previste dai decreti Cura Italia e Rilancio, è sollecitare per via telematica il pagamento delle somme dovute.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.