Luigi di Maio: ditta di famiglia offre lavoro in nero, sarà vero?

In un’intervista delle Iene, noto programma televisivo di Italia 1, si parla di lavori in nero nella ditta del vicepremier Luigi Di Maio, si aspettano verifiche.

A dare la notizia è il noto programma mediaset “Le Iene” che è andato in onda lunedì 26 novembre 2018. A parlare è un ex operaio della ditta del padre di Luigi Di Maio, Salvatore Pizzo, anche lui di Pomigliano D’Arco come il vice-premier che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Ho lavorato due anni in nero, mi pagava Antonio Di Maio”. Tale Antonio di Maio è il padre dell’attuale ministro del lavoro e dello sviluppo economico. Ma non è finita qui, il servizio delle Iene riporta anche un incidente sul lavoro subìto dall’operaio in questione. Inoltre, viene riportata un’altra cosa contraria alla politica del figlio da parte dello stesso Salvatore Pizzo : “ Antonio Di Maio mi disse di non dire che mi ero fatto male nel suo cantiere. Mi consigliò di dire che mi ero fatto male in casa”.

Quando sono avvenuti i fatti?

Secondo quanto è stato riportato nell’intervista, i fatti risalgono ad “un periodo antecedente di due anni a quando Luigi Di Maio è diventato proprietario al 50% dell’azienda di famiglia”. Dall’altra parte, Luigi Di Maio, incalzato dall’inviato delle Iene, proclama di essere intenzionato a fare luce su tutto quanto è stato denunciato. “Io non gestisco direttamente l’azienda. E tra il 2009 e il 2010 non ero socio. A me questa cosa non risulta ma il fatto è grave, verificherò”. Che ci siano stati dei dissapori in famiglia che spiegherebbero come Luigi Di Maio non abbia mai saputo nulla? Ecco le sue parole: “io e mio padre per anni non ci siamo neanche parlati, non c’è stato un bel rapporto, adesso è migliorato un po’. Non sapevo di lavoratori in nero. A me non risulta ma il fatto è grave, non mi ricordo di questo operaio ma ce ne sono stati tanti. A quell’epoca avevo 24-25 anni, io nell’azienda di famiglia ho aiutato mio padre come operaio ma non gestivo le cose di famiglia. Devo verificare questa cosa, verifichiamo tutto assolutamente”. Ed infine conclude:
“Se è andata così mi dispiace per quella persona. Sono sempre andato avanti nella convinzione che nella mia famiglia si rispettassero le regole, se è successo qualcosa sul luogo di lavoro con mio padre questa persona ha il dovere di dirlo, non solo a voi ma a tutte le autorità. Gli chiederò spiegazioni e vi farò sapere”.


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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.