Ma cos’é la destra cos’é la sinistra: Giorgio Gaber se lo chiedeva nel 1994

Giorgio Gaber aveva anticipato la confusione che stiamo vivendo politicamente già nel 1994…

Sembrerebbe scontato ma se voi provate a chiedere ai vostri amici di definire destra e sinistra vi accorgerete che la maggior parte di loro non sanno farlo.

Con il tramonto delle ideologie che definivano con chiarezza gli schieramenti nelle persone si sono fatti strada la confusione e lo smarrimento di chi ha perso le sue certezze.

Confusione aumentata di molto dal fatto che molti si sono autoreferenzialmente definiti di sinistra, dimostrando poi una volta al governo di attuare politiche di centro destra molto più disequilibranti di quelle che avrebbe fatto un partito della destra sociale.

Facciamo un esempio nel nostro paese dove il partito Democratico ha attuato provvedimenti come la legge Fornero e l’abolizione dell’articolo 18 che sarebbero stati definiti mostruosi anche da Andreotti e Almirante.

Con l’accettazione ormai passiva da parte di tutti del modello capitalista le sinistre stanno scomparendo in tutto il mondo nella rassegnazione generale.

Proviamo a definire in due parole destra e sinistra, che sono comunque entrambe insite in ognuno di noi come il bene e il male o la luce e il buio: destra significa più libertà, sinistra significa più perequazione sociale.

Bene, anzi male: qualcuno può forse affermare che nel nostro paese libertà e perequazione sociale siano aumentate?

Largo al nuovo dunque che, bene o male che faccia, almeno ci ridà un po’ di speranza.

Ascoltiamo tutti la bella canzone di Giorgio Gaber che già più di vent’anni fa aveva pubblicato un album dal titolo “E pensare che c’era il pensiero”


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Il Mago di OZ

Dovendo scegliere uno pseudonimo con cui firmare gli articoli, cosa che non faccio per lucro, ho deciso di usare il titolo del celebre romanzo per bambini di Baum per due motivi: il primo perchè sono le iniziali del mio nome e cognome e il secondo perchè, come il mago della storia, mi piace, SENZA INVENTARE NULLA, aiutare le persone a tirare fuori quello che già possiedono dentro di loro, spesso senza saperlo